Oriolo Romano – Riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata al prefetto Piermatti da Daniela Garganti – Nella seduta del 7 agosto del consiglio comunale di Oriolo Romano è stato approvato il bilancio di previsione 2015, il quale risultava non corrispondente agli atti.
Infatti la stessa maggioranza e il vicesindaco e assessore esterno Carones, hanno più volte sottolineato, ammettendo la presenza di dati non veritieri, che tali inesattezze sarebbero state poi corrette in fase di verifica del riequilibrio di bilancio.
Innanzitutto il sindaco aveva portato all’o.d.g. del Consiglio l’approvazione della Tari, ben sapendo che questa doveva essere approvata entro il termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione.
Avendo convocato il consiglio comunale successivamente al 31 luglio la Delibera relativa alla Tari non poteva essere adottata dal Consiglio, per questo motivo (si presume) il sindaco ha ritirato la proposta, rendendo di fatto applicabili le tariffe adottate dal comune per l’anno 2014.
Dal bilancio di previsione entrate si evidenzia che le entrate relative alla Tari per l’anno 2014 erano quantificate in 399.887,00, mentre le previsioni di entrata, quindi con le nuove tariffe che dovevano essere approvate, relativamente al 2015 le previsioni di entrata ammontano ad euro 415.000.
Appare evidente che la voce entrate deve essere decurtata di oltre 15.000 euro, andando ad inficiare quindi il pareggio di Bilancio, così come previsto dal Tuel.
Nella stessa seduta il consiglio doveva procedere all’approvazione della proposta di delibera avente per oggetto “determinazione gettone di presenza dei consiglieri comunali anno 2015”.
Alla contestazione della sottoscritta sul fatto che la proposta di delibera non era accompagnata dall’attestazione del revisore dei conti (articolo 1, comma 136, della legge n. 56/2014 operata dall’ art. 19, comma 01, lettera d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23/06/2014, n. 89:” I comuni interessati dalla disposizione di cui al comma 135 provvedono, prima di applicarla, a rideterminare con propri atti gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori locali, di cui al titolo III, capo IV, della parte prima del testo unico, al fine di assicurare l’invarianza della relativa spesa in rapporto alla legislazione vigente, previa specifica attestazione del collegio dei revisori dei conti”) e che il gettone era stato riparametrato in base alla normativa, così come specificato dalla Circolare Ministero Interno 24/04/2014 Dipartimento per gli affari interni e territoriali: “Da ciò consegue che tutti i comuni, compresi quelli che, non essendo ancora andati al voto (…) debbano parametrare la rideterminazione degli oneri, per assicurare l’invarianza di spesa, al numero di amministratori indicati all’art. 16, comma 17, del decreto legge 13.8.2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla legge 14.9.2011, n. 148.“.
A quel punto è nata una discussione in seno al consiglio che lo ha portato a deliberare illegittimamente la rinuncia del gettone di presenza da parte dei consiglieri comunali.
Fermo restando che la rinuncia non può essere imposta con delibera di consiglio, considerando peraltro l’assenza di 2 consiglieri, ma deve essere prodotta in forma scritta e soprattutto deve essere una scelta personale del consigliere comunale.
Sta di fatto, che dopo aver deliberato, il consiglio ha di fatto azzerato nel bilancio di previsione uscite la voce di spesa relativa pari ad euro 1.500, modificandolo.
Si evidenzia inoltre che il consiglio comunale non ha deliberato, seppur ne avesse la competenza, relativamente alle indennità di funzione degli amministratori.
Si potrebbe obiettare che gli amministratori oriolesi hanno rinunciato alle indennità di funzione, pertanto la voce relativa del bilancio di previsione è uguale a zero, pur tuttavia non ci si può esimere da un obbligo di legge, anche perché, vale la pena ricordarlo, essendo la rinuncia personale, potrebbe venir meno su richiesta di ripristino della stessa, da parte degli amministratori.
Per quanto riguarda i servizi a domanda individuale sono stati evidenziati dei grossolani errori, evidenti anche ad un’occhiata superficiale:
1) per il servizio scuolabus (pag. 11 Bilancio di Previsione Entrate) è stata indicata un’entrata di euro 9.825,00, eppure nello sviluppo delle tariffe del prospetto allegato si evidenzia che le entrate previste da iscrivere a Bilancio ammontano ad euro 10.500,00, con una maggiore entrata di euro 675,00 non contabilizzata;
2) per il servizio “fontana leggera” (pag. 12 Bilancio di Previsione Entrate) è stata indicata un’entrata di euro 15.200,00, eppure moltiplicando il costo dell’acqua per i litri previsti risulta un’entrata di 6.728,86, che determina una minore entrata pari ad euro 8.471,14.
Per quanto sopra esposto è palese che si è addivenuti ad una approvazione di un bilancio di previsione non corrispondente al vero e pertanto da ritenersi illegittimo.
Fiduciosi che il prefetto Piermatti saprà tenere in considerazione dette osservazioni, restiamo in attesa di conoscere le sue determinazioni.
Daniela Garganti
Capogruppo “Alternativa Civica”
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