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Viterbo - Interviene Enzo Calevi, delegato della sezione Lipu di Viterbo

“Cinghiali, non si può risolvere tutto con lo sparo”

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Due cinghiali

Due cinghiali 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Intervengo a proposito dell’allarme sulla questione cinghiali che recentemente ha investito a livello di media anche la nostra provincia a seguito del recente fatto accaduto in Sicilia.

Una breve sintesi di quanto, approssimazione e allarmismo possano fare da volano alla voglia mai sopita di alcuni, di risolvere tutti i problemi con lo sparo.

E’ bene precisare alcune cose: se c’è una emergenza reale sulla specie il motivo è semplice. Per decenni, per fini esclusivamente venatori, sono stati importati allegramente i noti “porcastri” dai paesi dell’est.

Tutto ciò, dopo aver praticamente sterminato la popolazione di cinghiali maremmani che mai avevano creato problemi all’agricoltura ed alle altre specie autoctone. Le esigenze puramente ludiche dei cacciatori hanno così determinato una problematica che è sfuggita di mano e che nel tempo è diventata ingestibile.

Non poteva essere altrimenti vista la ben nota approssimazione della gestione della fauna del mondo venatorio e il disimpegno delle amministrazioni provinciali che hanno sciaguratamente demandato l’argomento ai vari Atc.

Bene, i soliti noti professori universitari che si occupano da sempre di progetti faunistici legati allo sparo, quelli che hanno avallato tutte le reintroduzioni selvagge per la soddisfazione di chi li paga, ora propongono soluzioni salvifiche proponendosi quali unici salvatori dei campi e perfino dell’incolumità umana, oggi sparando ai cinghiali, domani ai lupi, ieri ai caprioli e così via.

Dispensatori di vita e di morte, Dei indiscussi che si propongono come unico animale predatore che perciò deve annientare qualsiasi sgradita concorrenza. Nel frattempo, finché le finanze pubbliche hanno retto la botta, i danni provocati all’agricoltura sono stati pagati dalle regioni, coi soldi pubblici di tutti noi e non da chi ha provocato il danno introducendo animali alieni.

La conclusione è semplice: io non mi fido, io non voglio che a risolvere il problema sia la stessa categoria che il problema lo ha creato ed a pensarla in questo modo è la gran parte della popolazione. I cacciatori sono una esigua minoranza, la fauna selvatica appartiene a tutti, la legge stabilisce che sia “bene indisponibile dello stato” e la sua tutela, conservazione, gestione non può continuare a rimanere nella facoltà di praticoni che hanno provocato solo disastri al solo fine di soddisfare i propri interessi ludici ai danni della collettività.

Enzo Calevi
Il delegato della sezione Lipu di Viterbo

 

 


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11 agosto, 2015

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