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Viterbo - Polizia - Squadra mobile - Pedinava una donna di vent'anni più giovane di lui: non potrà più avvicinarla

Dieci anni di stalking, 79enne allontanato

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Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Viterbo - Leon, la nuova macchina assegnata alla polizia

La polizia 

Viterbo – Era diventato la sua ombra.

La seguiva ovunque. Una persecuzione che ha fatto vivere nell’angoscia per dieci anni una madre di famiglia viterbese. Tanto sarebbero durati i pedinamenti e le continue ‘imboscate’ di un 79enne, insegnante in pensione, che aveva deciso di renderle la vita impossibile.

La squadra mobile di Fabio Zampaglione gli ha notificato un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Se dovesse infrangerlo, per l’anziano scatterebbe l’arresto. 

Un’ossessione maturata molti anni fa, quando i due erano vicini di casa.

La signora ha cercato fino all’ultimo di evitare di rivolgersi alle forze dell’ordine. Anche quando è stata costretta ad andare in questura, la scorsa primavera, ha chiesto di non procedere subito con una denuncia penale, ma di fare prima un tentativo con l’ammonimento all’anziano, misura amministrativa, sperando che cambiasse atteggiamento. Tutt’altro.

Mentre la procedura era in corso, l’anziano ha continuato a pedinare la donna con la macchina e ad appostarsi sotto casa sua, arrivando a insultarla e minacciarla di morte. La polizia, che aveva scoperto che l’uomo aveva una pistola in casa si è attivata subito con la prefettura, che gli ha ritirato l’arma e revocato la licenza.

Dopo l’ammonimento, per un mese o due la situazione sembrava tornata alla normalità. Ma è durata poco: a maggio l’anziano ha ricominciato, imperterrito, a seguire la signora e lei a vivere con l’angoscia di doversi sempre guardare le spalle, quando era sola o in compagnia.

Oltre alla denuncia, diventata inevitabile, la squadra mobile ha raccolto numerose testimonianze di familiari e conoscenti della donna, inoltrando una dettagliata informativa alla procura della Repubblica di Viterbo. Risultato: il divieto di avvicinamento, spiccato dall’autorità giudiziaria viterbese, su richiesta degli inquirenti, e notificato oggi.


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21 agosto, 2015

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