Viterbo – Magica e leggera ha attraversato le strade di Santa Barbara (video). Questa sera esordio trionfale per Diva Rosa, la nuova minimacchina del quartiere (fotogallery – slide).
Storia e tradizione si snodano lungo un cono alto dieci metri. In cima, su un cuscino di rose rosse, la piccola santa Rosa. C’è tutta la città in questa nuova macchina: uno scorcio di palazzo dei Papi, archi, colonne e il leone simbolo di Viterbo.
A portarla in trionfo più di cinquanta bambini: trentotto sotto la macchina, gli altri a formare un lungo fiume bianco. Il più piccolo ha solo due anni, ma veste già fiero la divisa da facchino. “Fatela diventare la vostra seconda pelle”, ha detto il capo Diego Terzoli ai suoi ragazzi.
Prima della partenza i saluti di rito. Sotto Diva Rosa c’è don Claudio, il sindaco Leonardo Michelini, il costruttore di Gloria Fiorillo e il cappellano dei facchini don Alfredo. Come una vera famiglia, insieme al comitato Santa Barbara, anche Angelo Loddo del Pilastro e Renzo Lucarini del Centro storico, pronto per il trasporto del primo settembre.
La festa inizia con l’inno dei minifacchini cantato dal piccolo Cristian Andreoli. Improvvisamente echeggia un grido: “Evviva santa Rosa”.
I principini sono pronti, Diego Terzoli anche. Nonostante sia da anni uno dei protagonisti del trasporto del tre settembre, è emozionato tanto quanto il suo piccolo-grande esercito. E’ suo il “Sollevate e fermi” di quest’anno.
Una pioggia di petali di rose cade dal cielo. Alle 21,15 la macchina si anima e la folla, attraversata da un fremito, per un attimo ammutolisce. Diva Rosa si muove e centinaia di persone la acclamano, pronte ad applaudire e incoraggiare anche i piccoli facchini.
E’ bellissima. Sembra un vero e proprio campanile medievale, uno dei tanti che si possono vedere in città. La base è accecante. Un tripudio di luci che, attraverso un vortice di mura cittadine, culminano nella statua di santa Rosa vestita di un candido mantello bianco.
Nata dall’unione delle menti del comitato, Diva Rosa è per Viterbo ma soprattutto per la sua piccola patrona. Sul legno la scritta “Divae Rosae dicata”, dedicata a santa Rosa. Il trasporto era per tutto il quartiere che con fatica, ingegno e cuore ha preparato la festa.
La prima sosta è un successo, ma tante ne devono arrivare. Otto fermate per un percorso lungo ottocento metri: da largo Lega dei dodici popoli si è arrivati a piazzale dei Buccheri, dove tutto ebbe inizio.
Lì un gruppo di ragazzini che giocavano con un pancale, facendo finta di trasportare la macchina, fecero venire l’intuizione di realizzare un trasporto anche a Santa Barbara.
Pochi minuti di riposo e si riparte. Un altro tratto, un altro sforzo. Due le girate: una in via Porsenna e l’altra davanti la chiesa di santa Barbara. Poi l’arrivo, un vento di coriandoli avvolge la macchina che poggia sui cavalletti. Esplode la festa, più prorompente che mai.
Diva Rosa si è presentata bene in tutto il suo splendore. Quattro quintali sollevati da fede, forza e passione. Virtù rappresentate in ognuno di questi ragazzi, che hanno reso grande un intero quartiere.
Raffaele Strocchia
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