Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Commissione e Parlamento europeo sono oggi indeboliti dal prevalere di una logica intergovernativa. Né la BCC, né l’occasionale tandem franco-tedesco possono garantire l’uscita dalla crisi; d’altro canto, un’Europa più audace, forte e unita nella solidarietà può vincere le sfide del nostro tempo.
I capi di stato e di governo europei, per lo più conservatori e poco liberisti, si sono rifiutati di discutere una governance economica europea, seminando negli ultimi anni un immotivato e irresponsabile ottimismo – inversamente proporzionale all’ampiezza della crisi monetaria e finanziaria europea – e gestendo la crisi monetaria europea come una crisi di indebitamento dei paesi membri. La Commissione e il Parlamento europeo così come i parlamentari nazionali hanno oggi la responsabilità di governare la politica economica, finanziaria e sociale dando una risposta forte ed unitaria alla crisi. Lo spazio europeo è in questi giorni il luogo dove si contratta fra interessi nazionali; i localismi, la tentazione di ritornare a logiche esclusivamente nazionali e a uscire dall’area dell’euro riemergono di nuovo forti, mentre ci si dimentica che solo istituzioni democratiche europee salde e condivise possono esaltare le autonomie e le peculiarità.
Prendendo in esame la formula tutta italiana di EXPO2015 si può riscontrare quanto fin sopra analizzato: in un contesto di condivisione al livello internazionale è possibile sviluppare le proprie competenze ed implementare le proprie conoscenze, apportando quel quid in più, quell’impronta individualista, che dà valore aggiunto al progetto condiviso. L’esposizione universale fa da sfondo alle sinergie di intenti e di sforzi che vedono in prima linea le realtà sociali e imprenditoriali di ogni Paese partecipante. Confartigianato, così come le altre realtà chiamate a partecipare all’organizzazione della vetrina mondiale, ha offerto molto alla kermesse sia in termini di selezione delle imprese espositrici, qualità e certificazione del made in Italy, che in termini di know how. Sono state messe in campo strategie che pongono l’imprenditoria nostrana in un ruolo centrale: le nostre imprese infatti rappresentano gli unici mezzi attraverso i quali contrastare la crisi e dare funzionalità alla politica economica italiana. EXPO 2015, dunque, rappresenta una sfida, un trampolino di lancio e un appello affinché si lavori duramente e costantemente per restituire dignità all’imprenditoria italiana e alla qualità dei nostri prodotti. Le sfide del nostro tempo si vincono con queste strategie, con queste scommesse: dobbiamo accettare la sfida sul piano della qualità in una sinergia costante ed equilibrata con le dinamiche dell’Europa, quale entità che è dentro i nostri confini tanto quanto ci racchiude all’interno dei suoi.
Stefano Signori
presidente Confartigianato
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