Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto le dichiarazioni del segretario Fiom Cgil Viterbo e le stesse mi permettono di riprendere alcune valutazioni sulla nostra festa, sapendo che di un dibattito nel centro sinistra su questo, se fatto è giusti termini, può far solo che bene.
Premetto però che D’ubaldo fa del Pd e delle feste de l’Unità una lettura sbagliata, forse strumentale.
Le feste sono costruite da militanti in carne ed ossa, non burocrati che dalle loro scrivanie emettono facili e stucchevoli sentenze.
Parliamo di giovani, di donne, di pensionati che fanno della festa de l’Unità un appuntamento politico per noi imprescindibile che nessuna polemica potrà azzerare.
Nel nostro caso molti giovani che con gentilezza hanno accolto e parlato con i cittadini che sono passati in piazza del Gesù.
Se qualcuno può esprimere nostalgia e fare “confronti forzati” è perché, grazie a questo gruppo dirigente, ormai da tre anni è tornata la festa provinciale de L’Unità a Viterbo.
Questo è il punto.
La festa non si fa per “nostalgia” quanto per il fatto che resta per noi lo strumento più formidabile per fare politica in piazza, proprio come dici tu.
Politica e raccolta di risorse economiche fatta alla luce del sole ed in modo trasparente.
Nella Tuscia tutto ciò è tornato anche quando tutti si ostinavano a chiamare le feste in altro modo, quando ci si vergognava dei nostri simboli.
Noi non siamo mai scivolati nell’errore di uscire da quella straordinaria tradizione nata in onore del giornale fondato da Antonio Gramsci.
La festa è stata è sarà sempre in futuro un momento di confronto e di democrazia, oltre che un luogo “accogliente” per tutti.
Anche nell’edizione che si è conclusa è stato così.
C’e’ un altro aspetto inoltre: è difficile dare giudizi corretti se non si è sentita l’esigenza di passare da piazza del Gesù ne la curiosità di venire a vedere con i propri occhi, di “ascoltare” con le proprie orecchie chi era lì per ascoltare uno dei dibattiti.
Per questo è difficile immaginare che sia stata una festa partecipata ed accogliente, fatta di sudore e passione, confronto e partecipazione.
Proprio come le feste richiamate dalla nostalgia propria delle dichiarazioni di D’Ubaldo.
Si parla dell’assenza di contenuti e si dimentica, o si fa finta di dimenticare, i tanti momenti di confronto svolti su quei temi nel corso dei mesi passati.
Jobs act, Scuola, nuove province, immigrazione, sviluppo della Tuscia e altre questioni che hanno caratterizzato la nostra campagna “#hoacuore”.
Questi alcuni capitoli delle iniziative alle quali lo stesso D’ubaldo da segretario provinciale della Cgil ha partecipato.
Torneremo alla ripresa a ragionare e confrontarci con la società viterbese sull’azione del Governo Renzi e della Giunta Zingaretti. Governi dei quali non ci vergognamo affatto.
Ed il confronto sarà ancora più profondo di quello svolto fin qui.
Quest’anno abbiamo deciso di dedicare la festa al futuro della Tuscia, alle ipotesi di sviluppo da percorrere tenendo conto delle caratteristiche di questa terra.
Ambiente, cultura, agricoltura, turismo, nord del Lazio.
Abbiamo parlato, di fronte a platee non di certo “stanche e annoiate”, con ospiti esterni a noi di tutto rispetto.
Il rettore dell’Università della Tuscia, il commissario dell’autorità portuale di Civitavecchia, il presidente di Slow food Lazio, il presidente della provincia di Rieti.
A questi appuntamenti, nei quali erano presenti anche dirigenti provinciali del mondo del lavoro e dell’impresa, ci siamo presi un impegno, quello di definire insieme alle forze vive della società i contorni di una nuova piattaforma di sviluppo per l’alto Lazio.
Il percorso che ci condurrà a quell’appuntamento sarà aperto a tutti, la speranza è che invece di ricevere giudizi sommari e sprezzanti in quella occasione si possa ricevere un contributo degno delle sfide che queste terre hanno di fronte a se.
Partito democratico Viterbo Segretario provinciale Andrea Egidi
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY