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70 anni da sacerdote - Il 12 agosto 1945 la prima messa, ieri alla Quercia festeggiato l'anniversario

Don Dante: “Tutto deve essere dono”

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Don Dante Bernini

Don Dante Bernini

Don Dante Bernini con il vescovo Fumagalli

Don Dante Bernini con il vescovo Fumagalli

Don Dante Bernini

Don Dante Bernini

Don Dante Bernini - Foto della comunione

Don Dante Bernini – Foto della comunione

Don Dante Bernini

Don Dante Bernini

Viterbo – (g.f.) – I primi settant’anni da sacerdote di don Dante Bernini (video – fotocronaca: I settant’anni di sacerdozio di don Dino Berninislide).

Era il 15 agosto 1945 quando don Dante ha celebrato la sua prima messa a Santa Maria della Quercia e ieri, settant’anni dopo, di nuovo alla Quercia ha ringraziato per un percorso così lungo e proficuo.

Ancora dietro l’altare.


Nato alla Quercia il 22 aprile del 1922, è stato ordinato sacerdote il 12 agosto 1945 e tre giorni dopo, la sua prima funzione. 


Una cerimonia semplice, quella nel giorno di Ferragosto, ma toccante. Con la chiesa piena, il vescovo di Albano, Marcello Semeraro e quello di Viterbo Lino Fumagalli.

“Sono i primi settant’anni di sacerdozio – dice Fumagalli – don Dante è persona riservata, ma oggi lo vogliamo festeggiare, per dirgli grazie della sua presenza alla Quercia, discreta ma sempre disponibile”.

C’è un piccolo rinfresco a conclusione della messa. Glielo annunciano a microfono al termine della funzione, all’ultimo momento. Sanno del suo carattere riservato.

“Un fuoriprogramma – sorride Bernini – va bene, ormai è fatta…”.

Gli si stringono attorno fedeli, amici di una vita. All’ingresso è stata distribuita una foto della sua prima comunione.La guarda e parla con una sua vecchia conoscenza e gli indica: “Questo sei tu, io sono quello a destra della colonna”. 


Settant’anni di sacerdozio, 93 anni all’anagrafe. Una vita piena. “Ma non sono un privilegiato – dice – ho avuto anche io tante sofferenze, ma non ne parliamo. Il mio oggi vuole essere un grazie a tutti”.

Proprio sul ringraziamento e sul dono incentra la sua omelia. “La nostra non è una società del dono. Fratelli e sorelle, io ve lo vorrei gridare. Tutto deve essere dono”.

Sul suo cammino ha incontrato diversi pontefici. “Ringrazio papi – dice – che mi hanno voluto bene, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XII e papa Francesco da cui ho ricevuto la benedizione.

Ho tanti da ringraziare, Boccadoro che mi ha ordinato vescovo, un lungo elenco che a un certo punto ho interrotto. Troppo lungo.

Scusate se mi lascio prendere e scusate se mi faccio prendere dalla commozione. Ma a volte è benvenuta”. 


Vescovo emerito di Albano, è stato presidente della commissione Giustizia e pace della Cei, ma anche vicino ai pontefici che ha ricordato. 
Castelgandoldo, residenza estiva dei papi, fa parte della diocesi di Albano.

Un applauso al termine della funzione, prima dell’abbraccio con i fedeli della Quercia.


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16 agosto, 2015

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