Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Forse l’assessora Luisa Ciambella non conosce bene la storia.
Oppure evidentemente fa molta confusione, dato che quando parla di Attila flagello di Dio, re degli Unni e devastatore per antonomasia, fa riferimento a me e alla mia passata amministrazione invece che a lei e all’esecutivo di cui è espressione.
Magari una ripassata ai libri di storia non farebbe male a Ciambella, altrimenti rischia di essere bocciata. Dai fatti, prima di tutto: proprio ieri mattina in commissione Bilancio, dopo aver rilasciato imprecise dichiarazioni alla stampa, la vice sindaca e i consiglieri di maggioranza non hanno potuto far altro che prendere atto e certificare quello che è sotto gli occhi di tutti.
E cioè che solo grazie all’amministrazione Marini ad oggi a Viterbo ci sono 14 milioni di euro, provenienti dal Plus e da altri fondi, di opere finanziate e cantieri attivi che danno lavoro alle aziende.
Per non parlare del milione e trecentomila euro del progetto Arcus destinati alla riqualificazione delle mura cittadine – basta farsi un giro per Viterbo e vedere che anche in questo caso caso ci sono cantieri aperti – e del milione di euro della Fondazione Carivit per le scuderie di Sallupara: tutti soldi ottenuti grazie ai progetti presentati con Marini sindaco e ritenuti meritevoli di finanziamento.
Questo l’assessore Ciambella sulla stampa fa finta di non saperlo, ma poi è invece costretta a doverlo ammettere in commissione, come accaduto ieri mattina.
In due anni e più d’amministrazione Michelini, questa maggioranza ha solo vissuto di rendita di progetti, protrattisi per le lunghe a causa della burocrazia, ideati e realizzati dal precedente governo di Palazzo dei Priori.
In un periodo di grandi difficoltà finanziarie per gli enti localI, il sindaco e i suoi non sono stati in grado di reperire finanziamenti altrove per supplire alle carenze dovute ai tagli del Governo.
Sono lieto che l’assessore Ciambella ammetta la pesantissima diminuzione di sovvenzionamenti da parte dello Stato centrale, ma varrebbe la pena ricordarle che da febbraio 2013 ad oggi si sono succeduti a Palazzo Chigi premier ed esecutivi che provengono dalla sua stessa parte politica. Dovrebbero prendersela con Renzi, dunque, non certo con i cittadini viterbesi ai quali hanno solo aumentato le tasse: in due anni Imu e Tasi sono state portate al massimo, l’Irpef quasi, ma per abbassare l’aliquota da 0,8 a 0,76 il comune ha usato i 350mila euro dell’Imu agricola.
Alla fine, quindi, gli agricoltori pagheranno totalmente questa odiosa tassa per far dire alla Ciambella che ha abbassato di un minimo l’aliquota Irpef. Un grande risultato.
Undici milioni di tasse in più che gravano sulle famiglie viterbesi imposte dall’amministrazione Michelini e l’assessore Ciambella ha la faccia tosta di definire Attila il sottoscritto.
Faccio qualche esempio: con Marini sindaco l’aliquota Irpef era 0,5, adesso è 0,76; l’Imu è passata dal 3,9 e 9,1 per altri fabbricati; a 3,9 a 10,6 per altri fabbricati.
Da quando la Ciambella è assessora al Bilancio, inoltre, è stata introdotta la tassa di soggiorno e sono diminuiti i contributi in Rsa, a scapito di quelle fasce più deboli della popolazione di cui tanto si riempie la bocca.
In compenso, però, sono aumentati Tasi, buoni pasto per la mensa scolastica e servizi cimiteriali. I conti non tornano e sarebbe bene che la vice sindaca d’ora in avanti evitasse di rilasciare improvvide dichiarazioni ai giornali, poi nei fatti smentite anche da lei stessa come oggi in commissione, se non vuole rimediare anche una bocciatura in matematica, dopo quella in storia.
Giulio Marini consigliere comunale Forza Italia
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