Viterbo – E anche la minimacchina diventa multietnica e rosa (video).
A san Faustino, ieri sera, è stata rinnovata la tradizione delle minimacchine di Santa Rosa costruite dai bambini. Ma i protagonisti non avevano le consuete caratteristiche (fotocronaca – slide).
I minifacchini erano di tanti colori e di tante etnie, anche se tutti parlavano in viterbese stretto. Non basta. Una buona parte erano bambine. Come dire una formazione che è in piena sintonia da un lato con papa Francesco e dall’altro con la cultura laica.
Ad assistere un centinaio di persone. Alcune della quali veramente emozionate. Per l’evento che è un segno di pace in una società sempre più intollerante e razzista. E dire che quei ragazzini così diversi e così uguali ieri sera erano “tutti di un sentimento”.
“E’ un successo di semplicità e di integrazione – afferma uno dei viterbesi che ha assistito al trasporto -. I bambini sono semplici non hanno sovrastrutture culturali deleterie. L’umanità e la fratellanza ha dominato tutto il trasporto. Si respirava un semplice spirito di fraternità. Forse bisognerebbe imparare dai bambini. La minimacchina ha attraversato vie piene di gente nata in mondi diversi e lontani. Mondi uniti da una tradizione ed uno spirito. Come dire… Santa Rosa continua a fare miracoli”.
Il trasporto ha attraversato via del Gallo, via della Morra, via Orioli, via della Morretta, via dell’Arcaccio, via del Pavone per ritornare a via del Gallo.
A guidare il trasporto è stato il capofacchino Edoardo. E’ stato addirittura allestito anche un banchetto con i santini e la raccolta di fondi per il trasporto del 2016. Quando si dice la programmazione. Forse anche il sindaco Michelini ha da imparare da questi bambini.
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