Viterbo – Le allegorie di Gloria, la macchina di santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi, saranno dedicate a Nello Celestini, Cappellaro e i facchini di ogni epoca.
Con delle piccole targhe ai piedi degli angeli e dei facchini di Gloria, Ascenzi e il costruttore Vincenzo Fiorillo hanno voluto omaggiare i facchini della macchina di santa Rosa.
Quelli di ogni epoca e quelli che hanno segnato il percorso da facchino di Ascenzi, iniziato nell’88. Tra gli altri, saranno ricordati Nello Celestini, Umberto Pazzaglia, Bruno Cappellaro e Marcello Sensi. Poi Mauro Filippi e Bruno Gemini. Infine, una dedica per i costruttori Peppe Zucchi e Rosario Valeri che sono stati anche facchini.
“E’ grazie a questi uomini – dice Ascenzi – se ho capito il vero significato del trasporto. Tramite una targhetta ai piedi delle figure, ogni famiglia saprà che quello è l’angelo o il facchino dedicato al proprio caro. Vincenzo Fiorillo mi ha concesso di metterle e ha accolto con grande entusiasmo questa idea, aiutandomi a realizzarla”.
Gloria, nel frattempo, è arrivata a san Sisto. “È incantevole e maestosa e sono soddisfatto per il risultato, perché vedo il
coinvolgimento dei facchini. Per tutta la progettazione l’effetto che cercavo era quello di commuovermi e di commuovere. Penso di avercela fatta”.
Questi i facchini e membri del sodalizio ricordati partendo dalla base di Gloria: Giuseppe Zucchi, Rosario Valeri, Nello Celestini, Italo La Rosa, Bruno Gemini, Domenico Gasperini, Mauro Filippi, Giorgio Prosperini, Marcello Sensi, Bruno Cappellaro, Gigi Chiocchia, Enrico Bianchi, Giorgio Bertini, Angelo Toni, Alfredo Alunni, il medico Mario Prosperoni, Giorgio Rossetti, Marco Ferlicca e Umberto Pazzaglia. C’ alla base anche una dedica a tutti facchini di ogni epoca.
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