Villa San Giovanni in Tuscia – E’ stato presentato giovedì scorso nella chiesa di sancta Maria ad Nives il nuovo libro di Micaela Merlino e Angelo Capuzzi, dal titolo “La Villa di San Giovanni nello stato Pontificio. Il catasto del 1682”.
Il testo, accolto nella collana “I libri della Scuffiaccia” dell’omonima associazione culturale, è stato pubblicato con il patrocinio e il parziale contributo dell’amministrazione comunale dalla casa editrice Booklab.
L’evento è stato introdotto da Angelo Capuzzi che ha dato il benvenuto ai presenti, cui ha fatto seguito l’intervento del parroco don Giovanni Berni, il quale ha sottolineato l’importanza di valorizzare la conoscenza del paese con ricerche storiche, e ha ricordato anche i recenti lavori di restauro della chiesa di sancta Maria ad Nives, la cui raccolta fondi è nata proprio da una iniziativa promossa insieme ai due autori.
E’ seguito poi il saluto del sindaco Mario Giulianelli, che ha elogiato il lavoro di ricerca svolto dai due studiosi, e ha assicutato che l’amministrazione comunale continuerà a dedicare massima cura nella promozione e gestione del patrimonio culturale locale.
La dottoressa Stella Todini, presidente dell’associazione culturale “La Scuffiaccia”, ha ringraziato gli autori per aver ancora una volta scelto la collana “I libri della Scuffiaccia” per la pubblicazione dell’opera.
E’ poi seguito l’intervento del dottor Giancarlo Ventura, il quale ha illustrato al pubblico presente contenuti, struttura e finalità dell’opera. In particolare ha messo in evidenza che “i dati desunti dallo studio del catasto del 1682 hanno permesso di fare un vero e proprio viaggio nella vita quotidiana dei sangiovannesi della seconda metà del XVII secolo, e che la massa di dati da analizzare, estrapolare e interpretare è stata davvero di gran mole, e ciò ha richiesto da parte dei due studiosi anche un notevole sforzo intellettuale per ordinarli e tesserli in modo rigoroso”.
Ventura si è poi soffermato a parlare degli otto capitoli di cui il libro si compone, illustrandone i contenuti, dal primo dedicato alla struttura politica ed economica dello stato Pontificio, fino ad arrivare all’ultimo avente come tema l’onomastica maschile e femminile desunta dal documento.
E’ stata poi la volta dell’intervento dei due autrori, che hanno evidenziato l’importanza dello studio dei documenti d’archivio come fonte storica privilegiata per ricostruire la fisionomia della comunità di San Giovanni nei secoli passati, nei vari aspetti politici, economici, sociali e culturali.
In particolare, i dati desunti dal catasto sono stati molto utili per tentare di scrivere anche una nuova pagina di storia della condizione femminile dell’epoca, e per capire il funzionamento del priorato, organo politico che amministrava la Villa di San Giovanni, nonché per tentare di ricostruire l’articolazione urbanistica e la facies edilizia del paese nel 1682.
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