Viterbo – Soldi a San Marino, 58 viterbesi al vaglio della guardia di finanza.
A rivelare tutti i numeri riguardanti il Lazio dell’inchiesta condotta dalle fiamme gialle di Forlì è il quotidiano il Tempo.
A livello regionale le posizioni controllate dalla guardia di finanza per capire se hanno commesso o meno reati fiscali sono 1.510. Si tratta di 1.331 persone fisiche e 179 società.
Tra il 2009 e il 2014 sono stati movimentati tra Italia e San Marino oltre 33 miliardi. Lo ha scoperto la guardia di finanza che ha avviato una indagine nei confronti degli oltre 58mila soggetti che hanno trasferito il denaro nella repubblica del Titano o viceversa.
L’individuazione dei 58.841 soggetti è stata possibile grazie a una complessa indagine avviata negli anni scorsi dal nucleo di polizia tributaria di Forlì in materia di riciclaggio, evasione fiscale e altri reati, coordinata dalla procura della cittadina romagnola. Degli oltre 58mila soggetti individuati, 26.953 sono italiani e 31.888 residenti a San Marino o all’estero. Complessivamente hanno effettuato movimentazioni finanziarie in 6 anni per oltre 33 miliardi, vale a dire 5,5 miliardi l’anno.
Le verifiche effettuate dalla guardia di finanza sugli oltre 33 miliardi movimentati tra l’Italia e San Marino dal 2009 al 2014 hanno consentito di individuare finora redditi nascosti al fisco per oltre 850 milioni e un’Iva evasa per circa 153 milioni.
Nel Lazio sono 1.510 le posizioni che stanno vagliando i finanzieri: tra persone fisiche e società a Roma sono 1.285, a Frosinone 55, a Latina 90, a Rieti 22 e a Viterbo 58.
Ovviamente ora si tratta di stabilire quali movimentazioni bancarie siano illecite e per questo sono stati avviati migliaia di controlli in tutta Italia. I reati ipotizzati finora dai magistrati sono riciclaggio ed evasione fiscale.
Nel mirino sono finiti manager, professionisti e imprenditori. All’attenzione delle fiamme gialle anche la possibilità che chi ha portato denaro a San Marino possa avere legami con organizzazioni criminali. Gli accertamenti partono dal 2009 perché gli istituti di San Marino hanno cominciato da quell’anno a dare attuazione agli obblighi antiriciclaggio concernenti l’adeguata verifica e l’adeguata verifica rafforzata, che in Italia è contemplata dall’articolo 28 del decreto legislativo n. 231/2007.
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