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Politica - Giovanni Arena, neo eletto coordinatore di Forza Italia per la città di Viterbo, rientra in pista e si dice pronto a rimettere in sesto il partito - A Michelini dà un'insufficenza

“Stop a personalismi, si vada nella stessa direzione”

di Paola Pierdomenico
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Giovanni Arena

Giovanni Arena 

Viterbo – “Stop a personalismi, si remi nella stessa direzione”.

Giovanni Arena è pronto a raccogliere la sfida dopo la recente nomina a coordinatore di Forza Italia per la città di Viterbo. Dice basta ai personalismi degli anni passati e chiede di lavorare per un partito coeso capace di riconquistare i consensi persi nel tempo.

Non reputa Forza Italia un progetto superato ed è convinto che si possa creare una valida alternativa di governo. Il voto che dà a Michelini, infatti, è un’insufficienza per non aver fatto nulla se non portare a termine i progetti della precedente amministrazione.

Ritorna in politica dopo una pausa. Come ha preso la nomina?
“Anche nel periodo romano – dice Arena -, come vicedirettore di Arpa Lazio, ho sempre seguito le vicende della mia città e il lavoro portato avanti dai consiglieri comunali. La nostra provincia, per un periodo, è rimasta scoperta a causa di rapporti non proprio sereni tra Viterbo e Roma.

Proprio qui, anche per la mia esperienza ventennale nel partito, hanno ritenuto che fossi la persona giusta per uscire da questo stallo. Con l’entusiasmo del primo giorno, dunque, inizierò la nuova sfida costruendo al più presto un valido coordinamento comunale formato da una quarantina di persone tra lavoratori e professionisti. Sarà utile per avere una visione a 360 gradi della realtà cittadina.

Individueremo aree tematiche su cui intervenire e incoraggeremo il contatto con la gente per ricevere suggerimenti e affrontare le criticità in maniera più diretta e immediata”.

Ha già in mente delle priorità?
“Tanti problemi non vengono affrontati, ma solo rimandati: dalle termalismo alla viabilità, con strade che dovrebbero essere chiuse perché impercorribili e rischiose. E’ sicuramente difficile fare i conti con un bilancio che viene quasi completamente assorbito dalla spesa corrente, ma bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini. Gli ultimi interventi significativi li ho fatti io, diversi anni fa, con un finanziamento di circa sei milioni che, con l’amministrazione impiegammo ai Cappuccini, al Poggino, a Grotte santo Stefano e a Pianoscarano. Il problema è che le cifre di gran lunga esigue del contesto attuale devono essere usate anche per la manutenzione deve essere programmata e costante nel tempo, altrimenti si tratta di soldi buttati”.

Il suo giudizio sul bilancio comunale?
“E’ difficile fare un bilancio con le scarse risorse e i minori trasferimenti dello stato, ma al tempo stesso, non si possono solo aumentare le tasse. Forse si doveva fare qualche taglio in più. Sono comunque convinto che, tra le migliaia di emendamenti che ha presentato l’opposizione, e in particolare da Forza Italia, ci possano essere da parte della maggioranza l’umiltà e la volontà di accogliere le istanze. Un segnale positivo è arrivato dal sindaco che ha chiesto collaborazione con la minoranza, ora, dunque, si accettino le proposte”.

Che fine ha fatto Forza Italia a Viterbo?
“E’ stato necessario iniziare un percorso nuovo per aprirci alla gente, visto che, in tanti, ce lo chiedono. Sono convinto che possiamo recuperare la fiducia che, al momento, è solo in stand-by per certe scelte nazionali che ci hanno penalizzato. C’è adesso un rinnovato entusiasmo da cui ripartire anche in vista dei prossimi impegni elettorali. Insieme al coordinatore provinciale Bacocco, lavoreremo per riprenderci quei consensi che ci hanno sempre gratificato. Abbiamo le carte in regola e le persone giuste per farlo”.

Consensi in stand-by o passati direttamente alla Lega?
“A livello nazionale, la Lega viene identificata con Salvini e il suo modo schietto di parlare di tematiche che toccano la sensibilità della gente. Diverso è il quadro locale. Avrò comunque un atteggiamento propositivo nei confronti di tutte le realtà politiche del centrodestra, e quindi anche con la Lega e quelle civiche, per metterci intorno a un tavolo e avviare un dialogo da cui deve nascere un programma per le prossime elezioni amministrative. Un risultato che si può raggiungere con umiltà e ascolto”.

Molti dei problemi di Forza Italia sono nati dalle correnti. In particolare dal dualismo Battistoni-Marini che hanno vissuto gli ultimi anni di partito da “separati in casa”.
“Proverò ad ammorbidire i toni degli ultimi anni, proprio perché sono i nostri iscrtti a chiederci di remare nella stessa direzione per far sì che il partito riprenda a crescere. Lo stallo e i personalismi vanno superati e mi auguro che questo venga recepito da chi crede in Forza Italia e in Berlusconi. Sono convinto che ci riusciremo perché sono persone intelligenti. Escludo anche cambiamenti di casacca visto che sono cresciuti in Forza Italia e il loro habitat naturale è questo”.

Per lei, dunque, Forza Italia non è un progetto politico superato?
“Probabilmente sarà difficile raggiungere le percentuali del passato, ma sono sicuro che ci sarà una crescita. L’importante è andare tutti nella stessa direzione per lavorare per la città con un percorso condiviso, e non solo in Forza Italia, ma anche nel centrodestra”.

Un voto all’amministrazione comunale?
“Stimo e rispetto il sindaco Michelini, che conosco da tempo, ma, per me, non è riuscito a creare una squadra coesa, che era necessaria per muoversi in una realtà difficile come Viterbo. Vedo scollegamento e non solo della giunta, ma soprattutto nella maggioranza da cui spesso partono le critiche più pesanti. Michelini ha avuto difficoltà a imporsi per cui il mio voto è insufficiente, soprattutto perché non sono arrivate risposte e, in giro, sento molte lamentele. E’ stato fatto pochissimo, se non portare a termine i progetti della precedente amministrazione, vedi i Plus, ai quali ho lavorato in prima persona. Nessuna novità, ma solo un navigare a vista e un procedere lento come se si camminasse nelle sabbie mobili – conclude Arena -. Mi auguro, per il bene della città, che se ne esca presto”.

Paola Pierdomenico

 


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18 agosto, 2015

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