Viterbo – “Per tagliare i gettoni di presenza ai consiglieri e i compensi ad assessori e sindaco, basta decidere di rinunciare. Non serve altro”.
Riduzione dei costi della politica, molti ne parlano, pochi la praticano e il consigliere Gianmaria Santucci (Fondazione) è netto: non ci sono ordini del giorno da approvare e non occorre aspettare.
Il consiglio comunale non può decidere su questa materia. Devono scegliere i singoli consiglieri e assessori, rinunciando. Quindi, meno ordini del giorno e scartoffie e più fatti. Sempre che si voglia rinunciare.
“Il documento che abbiamo presentato come minoranza in cui si chiede di rinunciare ai compensi di consiglieri, giunta e sindaco fino a dicembre, non è da votare, ma solo da firmare. C’è scritto: i seguenti amministratori sottoscrittori s’impegnano fino al 31 dicembre 2015 a non percepire compensi. Non può il consiglio comunale togliere soldi al sindaco o agli stessi consiglieri”.
Come mai una scelta così netta, niente compensi fino a dicembre?
“Perché rinunciare a tre mesi equivale su un anno a un taglio di circa il trenta per cento. Se invece si decidesse solo una riduzione del trenta per cento su tre mesi, equivarrebbe a un taglio del dieci per cento”.
Perché giunta e assessori?
“Ha un senso come operazione se aderiscono tutti. Se dovessero rinunciare solo i consiglieri, si otterrebbe un risparmio di diecimila euro. Sarebbe un gesto simbolico. Con le indennità di sindaco e assessori si arriva invece a 120mila euro”.
Per farci cosa?
“Ad esempio destinarli per ridurre i costi alle famiglie sui buoni mensa”.
Ridurre i compensi è un dibattito aperto.
“Diversi consiglieri riutilizzano gli introiti derivanti dai gettoni. Frontini sta valutando come impiegarli, io ci ho organizzato iniziative, la mostra presepi. Ognuno fa ciò che ritiene più opportuno. Siccome il sindaco Michelini dice sempre che giustamente vive del suo, può anche rinunciare alla retribuzione che percepisce in comune. Il nostro documento è chiaro e proprio per essere chiari, come consiglieri di minoranza lo abbiamo già firmato. Non c’è niente da capire. C’è solo da sottoscrivere. O non hanno letto la nostra proposta e quindi i rappresentanti della maggioranza sono prevenuti oppure non hanno capito nulla”.
In giunta però c’è chi è in aspettativa dal lavoro. Si ritroverebbe senza sostegno economico. Non è un po troppo?
“Chi è in aspettativa ritorna a lavorare”.
A palazzo dei Priori, altro motivo del contendere è il contestato aumento alle tariffe per la mensa scolastica. Si possono ancora modificare?
“Ormai non è più possibile modificarle, sono state varate il 31 luglio. La sola strada percorribile è rinviare di un anno l’entrata in vigore, motivandola col fatto che a oggi non è possibile determinare con esattezza la portata delle modifiche. Col rischio di generare un buco in bilancio. In questo caso, il dirigente in autotutela può rinviare l’applicazione”.
Se ne parlerà dopo la tornata di consigli dedicati al bilancio. Passata santa Rosa.
“Non ha senso votare un ordine del giorno una volta varato il bilancio. E le tariffe, lo ripeto, non si possono cambiare. La sola via alternativa al rinvio di un anno è un eventuale rimborso. Intanto le famiglie pagano, poi il comune stabilisce chi ha diritto a ricevere indietro una determinata somma. Ma anche qui, una volta dato il via libera al bilancio, dove li prendi i soldi per i rimborsi?”.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY