Viterbo – Nell’immaginario collettivo, andare alle terme significa “staccare la spina”, allontanandosi dagli agenti stressanti alla base del nostro piccolo o grande ma comunque quotidiano malessere. Una rinascita fisica e mentale in un’isola felice dove si fa il pieno di coccole.
“La crescente nostalgia di una natura perduta” (Hellpach), “l’unità psico-fisica dell’individuo come sistema aperto agli scambi di materia, energia e informazioni con l’ambiente” (Bateson) sono concetti conosciuti da molto tempo. La tensione, l’affaticamento, l’aggressività, la competizione aumentano in condizioni di sovraffollamento, spiegando l’insofferenza e il disagio comuni negli abitanti dei grandi centri urbani e la loro necessità d’evasione dalla routine.
È tutto qui? Le terme sono solo fuga in un posto accogliente, lontano dalla routine, oppure ai benefici ambientali si somma qualche effetto specifico delle acque e dei fanghi termali? La risposta è ovvia, considerando, peraltro, che la grande e incolmabile differenza tra le spa (salus per aquam) e i centri benessere è che, nel primo caso, si utilizzano l’acqua e i mezzi termali a fini di ripristino della salute. D’altro canto, la legge italiana impedisce ai centri benessere che non utilizzano acqua termale di definirsi spa che, legalmente, è sinonimo di terme.
La differenza nelle terme comincia dall’approccio medico, mirato all’individuo nella sua globalità psico-fisica e al suo stato di sofferenza e disagio piuttosto che alla malattia stessa. La natura “ammaestrata” e suggestioni cromoterapiche (anche all’interno delle terme) hanno ulteriore valore nella definizione di un ecosistema favorente l’equilibrio e la distensione, nonché la percezione positiva del periodo e del tipo di cure effettuate.
Nel trattamento dello stress si sommano alcuni effetti specifici, legati alle proprietà dell’acqua e dei fanghi terapeutici. Le cure calde di fangoterapia, balneoterapia e antroterapia stimolano la liberazione di ormoni del benessere e hanno azione decontratturante sull’apparato muscolo-tendineo; nello stesso tempo, hanno specifica azione curativa sulle patologie degenerative reumatologiche e sulla funzione articolare. Il miglioramento della capacità di prestazione innesca meccanismi virtuosi nello stato di benessere. La specifica efficacia terapeutica delle cure termali, indipendentemente dal soggiorno nel luogo di cura, è testimoniata dal numero sempre crescente di curandi pendolari.
Varie patologie reumatologiche, dermatologiche e respiratorie hanno lo stress come fattore scatenante. Gli effetti specifici delle acque solfuree sugli epiteli di rivestimento le rendono veramente utili nel contrastare malattie a chiara origine auto-immune (rinopatia vasomotoria, rinite allergica, dermatite atopica, psoriasi, ecc.) o con ancora più stretta impronta psicogena (dermatite seborroica, fibromialgia, ecc.).
Alle terme, accanto ai tradizionali protocolli di medicina termale, nelle patologie stress-correlate si adottano metodiche di cura e relax in acqua termale (idrochinesiterapia, watsu, massaggi sotto doccia termale, ai-chi), trattamenti estetico-cosmetologici e massoterapici, spesso di derivazione orientale e quasi tutti praticabili anche in protocolli diretti alla coppia.
Roberto Conigliaro
specialista in idrologia medica
direttore sanitario delle Terme dei Papi di Viterbo
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