Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore, gentile Redazione sono un cittadino romano tuttora residente a Roma, ma da tre anni trasferitomi in una delle frazioni di Viterbo dove ho moglie e figlio, rigorosamente viterbesi.
Dopo anni di trasporti visti con il figlio sulle spalle, decido quest’anno di provare ad acquistare i biglietti, forte della grande pubblicità fatta dal comune di Viterbo al trasporto della macchina della santa, patrimonio immateriale dell’umanità, al tutto esaurito per l’afflusso eccezionale di turisti, alla concomitante spinta e pubblicità date all’evento dalla partecipazione all’Expo e così via.
Insomma, ho creduto allo scatto di reni di una Viterbo notoriamente incapace di creare un flusso turistico e ricettivo continuativo a fronte delle incredibili potenzialità (dal termalismo al mare, dalla montagna ai laghi, dall’eccezionale patrimonio archeologico e culturale alla variegata ricchezza enogastronomica…) non sfruttate.
Ho provato ad allontanare negative sensazioni: dall’apparire sul sito istituzionale di pubblicità degne di una pecoreccia commediola all’italiana degli anni ’70, all’oscuramento del sito stesso liquidato frettolosamente come “disguido” e spia invece di un atavico dilettantismo; dalla puntuale polemica tra il sodalizio ed i politici che appassiona tanto dentro le mura, ma fuori risulta incomprensibile e spande nell’aria quell’odore stantio, antico, di Guelfi contro Ghibellini, alla ressa disumana cui sono sottoposti i viterbesi doc per acquistare, con amore, fede, pazienza davvero ammirevoli, un sudatissimo (in tutti i sensi!) tagliando.
Leggo il comunicato ufficiale del comune di Viterbo che rimanda, per i non residenti, al sito di Promotuscia.
Apprendo che è possibile, per i non residenti, prenotare online i biglietti dal 27 al 30 luglio attraverso una procedura farraginosa, complicata e, nella spiegazione, quanto mai criptica. Mi colpisce che il sito è, nell’anno dell’Expo, del turismo, rigorosamente ed esclusivamente in lingua italiana!
Si esclude quindi che un turista di Tokio, Londra, New York, Auckland possa voler contemplare e conoscere di persona un patrimonio immateriale dell’umanità, magari visto prima solo all’Expo o su internet. Trovo poi incredibile che sia impossibile l’acquisto del biglietto direttamente online, attraverso carta di credito e con la comodità di poter stampare a casa propria il tagliando, arrivando tranquilli e sereni, in prossimità dell’evento.
E’ cosa comunissima per chi viaggia o frequenta spettacoli e mostre, non per il Comune di Viterbo e per Promotuscia! Telefono all’ufficio turistico e mi confermano che ho ben interpretato la procedura. Preparo la mail di richiesta corredata del documento scannerizzato attestante la residenza a Roma e… alle 00.22 del 27 luglio (un po’ più lento rispetto alla lettrice che ha giustamente sollevato la questione!) spedisco il tutto. La mattina dopo ricevo la risposta: i biglietti per i non residenti sono esauriti!
Dove sono finiti? Ai viterbesi? In fondo ne sarei felice: Rosa è la loro santa, la loro festa, il trasporto la loro amatissima ed attesissima tradizione. Temo però che non sia così e voglio sapere come, quando, a chi è stato permesso vendere biglietti che il sito ha seguitato ad annunciare come prenotabili.
Viterbo e il turismo: un amore mai nato e che difficilmente nascerà, con queste premesse. Mi è stato fatto un racconto, non so se è vero o è leggenda metropolitana: un noto sindaco viterbese, avendo deciso di investire sulla comunicazione turistica ed incontrando il giornalista individuato per il compito, alla richiesta di dire fuori dai denti cosa pensasse davvero del turismo, rispose candidamente: “Dipendesse da me, chiuderei la Cassia in entrambe le direzioni e non farei entrare nessuno a Viterbo!”.
Ecco, appunto!
Cordiali saluti, buon lavoro e buona Festa di Santa Rosa, che sarà comunque bellissima e sentitissima, a tutti i viterbesi.
Andrea Cipolla
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