Viterbo – “Vola l’export del Lazio e aumentata l’incidenza dell’Unione Europea come mercato di sbocco delle merci regionali. Inoltre, con riferimento all’interscambio di servizi, il Lazio si conferma una delle regioni leader in Italia, seconda solo alla Lombardia. È quanto emerge dallo studio ‘L’Italia nell’economia internazionale 2014-2015’, il 29° Rapporto annuale sul commercio estero dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE)”.
A dichiararlo è Riccardo Valentini, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale del Lazio.
Nella regione Lazio, il 2014 e’ stato caratterizzato da una ripresa dell’interscambio da entrambi i lati. Sia la dinamica dell’export che quella dell’import sono state più vivaci di quelle registrate a livello nazionale.
“Le vendite all’estero – prosegue Valentini – sono infatti cresciute del 3,4%, raggiungendo i 18,3 miliardi di euro mentre gli acquisti dall’estero hanno registrato un incremento del 3% raggiungendo la soglia dei 26,8 miliardi di euro. L’incremento delle esportazioni si è tradotto in un parallelo aumento dell’incidenza del Lazio sull’export nazionale: la quota laziale si e’ infatti rafforzata di un decimo, attestandosi al 4,7%”.
Nel 2014 è aumentata anche l’incidenza dell’Ue come mercato di sbocco delle merci laziali: qui si sono infatti riversati più di due terzi dell’export della regione. Anche nella seconda area per incidenza, l’America settentrionale, l’export è aumentato in modo importante: +19,6%. Una crescita significativa ha caratterizzato le vendite verso il Medio Oriente e l’Asia centrale, rispettivamente 11,9% e 17,2%. Considerando i singoli mercati, il Lazio e’ riuscito ad incrementare le proprie vendite in quasi tutti i principali partner europei (eccellente il dato sul Belgio +45,4%, ascrivibile essenzialmente al settore farmaceutico), ad eccezione del Regno Unito (-9,6%) e dei Paesi Bassi (-4,6%). Ottimo andamento è stato registrato per le vendite verso gli Stati Uniti (+24,1%) ed è cresciuto anche l’interesse cinese per le merci laziali (+5,4%). Dall’analisi settoriale emerge che a trainare la ripresa delle esportazioni del Lazio sono stati soprattutto il settore farmaceutico, cui afferisce oltre il 40% dell’export regionale, in crescita del 9,7% rispetto al 2013, ed il settore chimico, responsabile dell’11,2% delle vendite estere del Lazio, cresciuto del 3,1%. Ha inoltre contribuito significativamente anche il settore dei metalli di base e prodotti in metallo (+27,5%), e il sotto-settore degli altri mezzi di trasporto, segnatamente gli aeromobili e i veicoli spaziali (le cui vendite all’estero sono cresciute del 22,1%), a fronte di una battuta d’arresto fatta registrare dagli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (-13,7%).
“Buoni – sottolinea il capogruppo del Pd – anche i risultati ottenuti dal comparto agroalimentare, rispettivamente +5,7% per i prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura, e +5,3 per alimentari, bevande e tabacchi, così come quelli del comparto moda, cresciuto nel complesso del 6,8%”.
Con riferimento all’interscambio di servizi, il Lazio si conferma una delle regioni leader in Italia, seconda solo alla Lombardia, per un valore di esportazioni pari a 15,8 miliardi di euro, con un incremento del 13,1%. L’ottima performance registrata a livello di servizi consente al Lazio di irrobustire la propria incidenza sul totale nazionale: la quota laziale sull’export italiano di servizi si é infatti attestata al 22,4% con un incremento di quasi 2 punti percentuali. Anche le importazioni di servizi sono cresciute del 9,3%, attestandosi sui 13,3 miliardi di euro. I dati sul primo trimestre del 2015 confermano la concretezza della ripresa laziale con l’export in aumento del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare il dato regionale sono gli stessi settori che avevano dimostrato dinamicità nel corso del 2014: in primis farmaceutica (+7,6%) e chimica (+0,8%). Contribuiscono infine al dato positivo il dinamismo della meccanica (+25,2%), la ripresa dei computer e prodotti di elettronica e ottica (+4,3%), oltre che l’ottima performance dei mobili (+7,8%) e dei prodotti delle altre industrie manifatturiere (+17,3%).
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