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Cronaca - Accolta dal pm la richiesta della difesa - I legali annunciano il ricorso in Cassazione sulle prescrizioni imposte

Dissequestrato il canile di Barbarano Romano

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Barbarano Romano - Gloria Canevazzi

Barbarano Romano – Gloria Canevazzi 

Barbarano Romano - L'intervento della Forestale al canile abusivo

Barbarano Romano – L’intervento della Forestale al canile abusivo 

Barbarano Romano – Dissequestrato il canile di Barbarano Romano.

Tolti i sigilli alla struttura, con all’interno 51 cani, che era stata sequestrata dagli uomini della forestale lo scorso 31 luglio.

Da quanto ricostruito, la struttura, fatiscente, era gestita da una signora che accudiva gli animali.

Cani, che da quanto accertato dai forestali, erano in pessime condizioni igienico sanitarie tanto che, molti di essi, avevano ferite e lesioni abbastanza gravi. Il fabbricato, sempre in base alle ricostruzioni, era completamente infestato dai topi e dai loro escrementi (video).

In difesa di Gloria Canevazzi, la proprietraria della struttura, si era mossa l’associzione animalista viterbese MifidoDifido, sostenendo che la donna vivesse per i suoi cani e che “quello che è stato detto su di lei era assolutamente falso e infamante”.

Nei giorni scorsi, il canile le è stato restituito insieme agli animali. Accolta quindi la richiesta della difesa della donna.

“Insieme all’avvocato Giuliano Dominici del foro di Roma – dice Marco Valerio Mazzatosta – abbiamo svolto indagini difensive con l’ascolto di persone informate sui fatti in favore della signora Gloria Canevazzi. Sulla base di ciò, abbiamo da una parte fatto una richiesta di dissequestro al pm titolare e poi un’istanza di Riesame al tribunale di Viterbo, sezione dei provvedimenti cautelari reali. Prima che venisse discusso il Riesame, il pubblico ministero ha accolto la nostra richiesta, dissequestrando il rifugio e riconsegnandolo alla signora Canevazzi insieme ai cani.

Ha posto, però, delle prescrizioni, non gravose, e su questo punto ricorreremo in Cassazione, visto che per noi potevano essere evitate. Il Riesame comunque ci ha fatto sapere che non c’era ragione di prcedere.

Siamo in definitiva soddisfatti perché, dalle indagini difensive e dal provvedimento del pubblico ministero, la situazione si ridimensiona e viene fuori la verità, e cioè che la signora, di tasca sua e senza nessun aiuto economico da parte di enti, accudisce dei cani che altrimenti vivrebbero da randagi”.


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26 settembre, 2015

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