Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – Il risultato del referendum del 2011 fu palese.
I cittadini vogliono l’acqua pubblica. Ma qualcosa sta per cambiare.
Ad oggi attendiamo ancora che la Regione Lazio attui la Legge 5/2014 che però è stata impugnata, per alcuni articoli, dal Governo davanti alla Corte Costituzionale.
Non vorremmo che questo impasse creato dall’impugnazione del Governo davanti alla Consulta, sia una scusa per non addivenire alla creazione dei nuovi ambiti di bacino idrografico come impone la legge 5 e quindi alla possibilità per i comuni stessi di consorziarsi per gestire il servizio idrico in autonomia e scongiurare così i corposi aumenti in bolletta.
La scadenza per l’individuazione di questi bacini è data al 30 settembre, e per ora non ci risulta siano stati trovati.
Il rischio concreto sta nel fatto che se questi non verranno individuati si passerà alla gestione unica regionale (probabilmente sotto la società romana di Acea) che comporterà un notevole aumento dei costi.
Ma non finisce qui, grazie allo “Sblocca Italia” i comuni avranno la possibilita di cedere quote della partecipazione pubblica alla società privata, rischiando di spostare così l’asticella delle percentuali e automaticamente privatizzando il servizio idrico.
Ora, Una delle domande che come M5s ci poniamo è: l’amministrazione montefiasconese da che parte sta?
Non furono proprio loro tra i primi nel 2011 a lottare per questo problema? Oggi invece cosa dicono? Per discutere di questo il gruppo m5s di Montefiascone organizza un’assemblea informativa per discutere il problema insieme ai comitati dell’acqua il 19 settembre dalle 17:00 alla biblioteca comunale. Tutta la cittadinanza (amministratori compresi) è caldamente invitata a partecipare.
Pietro Venturini portavoce del gruppo m5s montefiascone
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