Tessennano – Attraversa da solo l’Italia per ricongiungersi col cugino.
E’ la storia di un 14enne egiziano che, fuggito dal centro di Siracusa, con un treno ha raggiunto Roma, poi Orte e, infine, con l’autostop è arrivato a Tessennano dove si trovava il cugino. Grande, per lui, la sorpesa quando lì ha trovato anche il fratello trasferito nella Tuscia da una struttura a Crotone.
Dopo la morte del padre, avvenuta qualche giorno prima, voleva solo stare con la sua famiglia.
Lo avrebbero dovuto trasferire dalla Sicilia, ma non riusciva ad aspettare e per questo, di sua iniziativa, spinto dalla disperazione, ha lasciato la Sicilia, viaggiando per diversi giorni, fino al positivo epilogo di domenica.
“In Grecia – dice il sindaco Ermanno Nicolai – la situazione è insostenibile, la Germania chiude le frontiere, Tessennano, invece, apre le porte. La storia del 14enne è singolare e bella, ma parte da un episodio triste. Il viaggio del ragazzo, infatti, nasce dalla necessità di ritrovarsi col cugino, dopo la morte del padre che tanto si era sacrificato per salvare i figli. Lo stato in cui versava la famiglia del 14enne era davvero precario e, ora, vedere questi giovani all’interno dell’Unione europea, sani e salvi, è sicuramente un premio per il genitore scomparso”.
Tutto ha inizio nei primi giorni di settembre. “Al momento dello sbarco in Italia, il 14enne col fratello erano rimasti in Sicilia, mentre il cugino era stato assegnato a Tessennano e trasferito qui da luglio. I tre sono comunque rimasti in contatto perché noi li facciamo chiamare e, quando il ragazzo ospite da noi, è venuto a sapere della morte dello zio e del fatto che i suoi cugini fossero rimasti soli, abbiamo avvisato la struttura di missione del ministero dell’Interno per ricongiungerli.
Volevamo andare incontro a questi ragazzi. Così, il 5 settembre, sono andati in Sicilia un’assistente sociale e un operatore del centro di Tessennano per prendere dei ragazzi, tra cui il 14enne, che però nella fase di trasferimento, non conoscendo le tempistiche e pensando ci volesse di più, in balia della disperazione, ha lasciato il centro. Il fratello, invece, è rimasto al Crotone ed è stato recuperato”.
Del 14enne egiziano si sono, invece, perse le tracce. “Ha raggiunto Tessennano da solo: col treno è venuto a Roma, poi a Orte e infine, con l’autostop, si è fatto portare da noi. E’ arrivato domenica, che ha piovuto tantissimo, era zuppo e non mangiava da tre giorni. Alle 18, mi hanno informato di questo ragazzino che aveva bussato alla porta. Ce ne siamo presi cura e abbiamo avvisato la struttura di missione del ministero. Ringrazio la dottoressa Paola Ulivi che, nonostante fossero le 20,30 di di un giorno di festa, si è subito attivata per predisporre la protezione del minore. L’ennesima dimostrazione che i dirigenti della pubblica amministrazione funzionano bene. Tutto è andato a buon fine”.
Recuperato anche un ragazzino a Caltagirone. “Si tratta di un bambino di 10 anni che è seguito da uno psicologo e un assistente sociale per un percorso di formazione concentrato di venti giorni, alla fine del quale, vorremmo segnarlo alla scuola pubblica. Un modo per offrirgli un’opportunità in più”.
Attualmente, a Tessennano, ci sono 25 ragazzi e 21 ragazze. “L’epilogo della storia è stato positivo grazie allo staff del centro, quello della prefettura di Viterbo e della struttura di missione del ministero. I giovani non scappano dai centri perché stanno male, ma perché vogliono stare con la famiglia e questo episodio ne è la dimostrazione. Dobbiamo comprendere questi ragazzi per far sì che vengano trasferiti nei tempi stabiliti, affinché si possano proteggere ed evitare loto le vie dell’illegalità”.
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