Viterbo – “Cup, perché la Asl chiuderà una postazione?”.
A questa domanda, almeno per il momento, Fortunato Mannino (Cisl) non riesce a trovare una risposta. La soddisfazione per l’esito della riunione in Regione sul futuro dei lavoratori del cup si affievolisce con le lamentele ricevute dal sindacato da parte di chi, recandosi alla Cittadella della salute, ha detto di aver trovato chiusa una delle postazioni.
Se da una parte si punta a mantenere i livelli occupazionali con una cabina di regia che lavorerà per individuare, entro la fine del mese, soluzioni idonee a questo scopo, dall’altra, nel capoluogo, si prendono decisioni che vanno ad aumentare i disagi per gli utenti e il carico di lavoro per i dipendenti. Mannino andrà a fondo.
“Come organizzazione sindacale presente al tavolo – dice Mannino – siamo soddisfatti per l’esito della riunione visto che si comincia a fare chiarezza. Si è stabilito infatti che il 5 ottobre si farà una cabina di regia per individuare tutte le soluzioni necessarie per salvaguardare i lavoratori. Quello che, in pratica, il sindacato ha chiesto da sempre. Non siamo più alla fase delle chiacchiere, ma abbiamo messo nero su bianco le cose da fare. Il punto di partenza per arrivare a un accordo quadro a garanzia di tutti i livelli occupazionali dei cup della Regione.
Si va avanti con la gara, dunque. “A noi interessa solo mantenere i posti e quindi anche quelli di Viterbo in cui operano circa cento persone e che, pur a part time, in questi giorni, per effetto delle notizie diffuse con scarsa attenzione, hanno passato dei momenti concitati. Il verbale dell’incontro in Regione va nella direzione di ridare tranquillità ai lavoratori e al sindacato, perché permette di scongiurare licenziamenti.
Da inizio ottobre, una commissione tecnica paritetica farà una nuova mappatura del personale impiegato in questo servizio e di quanto ne serve con il nuovo appalto, visto che le stime che aveva fatto la Regione erano, per noi, grossolane. Servirà, inoltre, a verificare in tempi ragionevoli le soluzioni più adeguate e praticabili per salvaguardare i posti nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza”.
Nel contempo, però, a Viterbo, accade qualcosa su cui Mannino vuole vederci chiaro. “In questi giorni, abbiamo ricevuto diverse lamentele da parte di persone che, recandosi alla Cittadella, hanno trovato aumentata la fila agli sportelli perché la Asl, non si sa bene come, dovrebbe sopprimere una postazione dal primo ottobre. Gli sportelli sono multi funzionali, nel senso che vanno dalla scelta del medico, al pagamento delle analisi e del ticket e quindi servono a snellire diverse procedure. Secondo la Regione, poi, la Asl di Viterbo dovrebbe avere 75 punti cup. Non so se ci arrivano e sta di fatto che, nel corso del tempo, alcuni, come Ronciglione e Civita Castellana, sono stati chiusi. Ora, capita anche nel capoluogo.
Stranamente, non si potenzia il front-office, ma il back-office, perché, magari, i lavoratori che operavano nel primo campo sono stati spostati nel secondo. Anche la Regione non ne era al corrente e, per questo farà le dovute verifiche per avere una lista completa di tutti i punti. Rimaniamo basiti e non capiamo perché i servizi all’utenza vengano chiusi per potenziare quelli all’interno degli uffici. Decisioni prese di punto in bianco che costringono la gente ad attese infinite – conclude Mannino -, quando invece dovrebbe essere il contrario”.
Paola Pierdomenico
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