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Tuscania - Per raggiunti limiti d'eta - "Certe forme nuove di chiesa non le accetto"

Don Pino va in pensione

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Tuscania - Don Giuseppe Vittorangeli

Tuscania – Don Giuseppe Vittorangeli 

Tuscania – Don Pino Vittorangeli va in pensione per raggiunti limiti di età, 75 anni. Nella lettera pastorale distribuita domenica spiega le ragioni, non risparmiando una critica verso un modo di fare chiesa, nuovo,che non gli appartiene.


La lettera pastorale distribuita domenica dove si parla delle dimissioni

Alcune settimane or sono affermai: “Se servo alla chiesa, eccomi. Altrimenti so’ quello che debbo fare”.

Ora si da il caso che nelle leggi della chiesa cattolica, raccolte nel libro chiamato codice di diritto canonico, ci sono quattro norme o canoni: Can. 411 rivolto ai Vescovi Ausiliari o Coadiutori Can. 538 § 3 rivolto ai parroci.

A tutti questi la chiesa si rivolge con quanto segue: riportiamo quello rivolto ai parroci (che è identico agli altri): Il parroco, compiuto il 75° anno di età è invitato a presentare la rinunnzia al suo ufficio.

A questo invito pressante, ma non obbligatorio, non potevo dire di no. Pertanto, espletati i contatti verbali e scritti coi superiori, in forma franca e serena, comunico che attuerò alla lettera questo invito della Chiesa. Del resto è stato sempre un mio auspicio di voler rinunciare all’ufficio ricoperto, con le mie gambe e utilizzando la mia testa, evitando di procrastinare “sine die” fino a farmi portar via o con una carrozzella o con quattro assi di legno con due tamponature al capo e ai piedi.

Il gesto di Papa Benedetto XVI è stato per me esemplare. Questo succede per la prima volta a Tuscania e, per tempestività, anche nella Diocesi di Viterbo. Posso confermare, però, che in diversi luoghi ecclesiastici questa è prassi normale.

“So quel che debbo fare”

Primo: c’è la mia realtà ESISTENZIALE, come lo è per tutti, ad essa darò tutta la mia disponibilità ed entusiasmo, finché Dio lo permetterà.

Secondo: c’è la realtà sacerdotale che va oltre il canone 538. Continuerò a proclamare la Parola, celebrare l’eucarestia, ugualmente lo farò con tutti gli altri sacramenti.

Terzo: il cammino continua. Ora l’ultima tappa: la salita alla vetta.

Tutti sanno che avendo dovuto accompagnare tantissimi ragazzi e giovani sui sentieri di montagna sono dovuto diventare un buon conoscitore e lettore dei sentieri montani.

Qui c’è una differenza: vedo perfettamente la vetta, so che ci potrò (anzi dovrò) arrivare, ma il sentiero non è indicato: non so se sarà lungo o breve; non so se sarà oltremodo ripido, scosceso, sdrucciolevole, se incontrerò nevischio, ghiaccio o qualche bufera di neve, se dovrò attraversare qualche tratto di ferrata o qualche tratto dove serviranno una corda con chiodi e moschettoni.

C’è solo una certezza: debbo stare attento a guardare per terra: uno, davanti, Invisibile, cammina e lascia delle orme: debbo fare attenzione a mettere i piedi su quelle orme e sicuramente arriverò.

Quindi mi auguro: buona strada per me e buona strada per tutti.

Anche il vostro sentiero, ora, è uguale al mio. Andiamo avanti tutti insieme, potremo darci una mano e incoraggiarci a vicenda. Chi arriva primo aspetti gli altri. Arrivederci!

A Tuscania, ho dovuto in questo lungo tempo, affrontare tanti progetti pastorali imposti con una autorità obsoleta per una Chiesa ministeriale, spesso assurdi e contraddittori tra loro, dove si faceva tutto e il contrario di tutto, pensando di fare, come ama dire Papa Francesco a proposito del ministero sacerdotale, “Tutto a gloria di Dio”, ma elidendo la consonante all’ultima parola si creano le casistiche che possiamo immaginare e che, purtroppo, a volte abbiamo sperimentato direttamente.

Oggi, però, alla vigilia di un altro ennesimo progetto pastorale nuovo per la nostra povera Tuscania, mi si crea la possibilità di poter scegliere se esserne coinvolto e ho potuto dire: no. Grazie. “Vino nuovo in otri nuovi”.

Pertanto, accolgo i contenuti del can. 538 con gratitudine verso la Chiesa.

Ho scritto più volte in passato: certe forme di Chiesa nuova non le ho mai studiate e nessuno me le mai insegnate, né io stesso le ho insegnate. Quindi non le capisco e non le accetto”.


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15 settembre, 2015

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