Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Interesse e amarezza al tempo stesso sono le sensazioni che ho provato sabato all’incontro organizzato dal Centro studi criminologici sugli Etruschi: interesse per il fascino della materia e la competenza dei relatori e amarezza per una riflessione sulle potenzialità inespresse del territorio.
Ogni giorno ci si sposta da un continente all’altro per conoscere antiche culture come la civiltà maya, azteca, inca o egizia, ma la storia del etruschi non meriterebbe analoga attenzione e apprezzamento?
Non mi amareggiano solo le occasioni mancate per sviluppare il turismo (non è il mio campo), quanto le opportunità negate a tanta potenzialità.
In uno approfondimento recente sulla devianza urbana (e questo invece è il mio campo) ho avuto modo di sottolineare come i frequenti episodi di violenza che si sono ultimamente verificati in città non rispondono più a vecchi schemi criminogeni, ma possono anche essere espressione di sedicenti tifoserie calcistiche in cerca di emozioni per uccidere la noia in attesa della partita della domenica: insegnare ad amare il territorio può generare emozioni infinite e diventare “tifosi” della propria civiltà può sconfiggere la noia tutti i giorni della settimana… la cultura può davvero salvarci.
Ringrazio tutto lo staff del Centro studi criminologici per la capacità di coniugare la proposta della bellezza con i contenuti scientifici delle nostre materie e tutte le componenti di una rete seriamente innamorata di questo territorio, quale Caffeina (paladina della cultura) e Tusciaweb (grande veicolo di comunicazione e diffusione dei suoi contenuti).
Claudio Mariani
Coordinatore del dipartimento di criminologia del Csc – Centro studi criminologici
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