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Viterbo - Sarà proiettato nei festival del cinema, compresi Cannes e Berlino

Giubileo, docufilm su Gloria e le altre Macchine della rete

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Massimo Mecarini e Patrizia Nardi

Massimo Mecarini e Patrizia Nardi 

Viterbo – Un docufilm su Gloria in occasione del Giubileo, da promuovere nelle più importanti rassegne cinematografiche italiane e internazionali, fra cui Cannes e Berlino.

Ci sta lavorando la Rete delle grandi macchine a spalla ha come protagoniste, non solo quella di santa Rosa, ma anche i Gigli di Nola, la Varia di Palmi e i Candelieri di Sassari.

Manifestazioni che attraverso la rete hanno ottenuto il riconoscimento Unesco di patrimonio immateriale dell’umanità.

“Nei giorni scorsi – dice Patrizia Nardi, responsabile della rete – c’è stata una troupe a Viterbo per filmare il trasporto. Siamo al lavoro perché alla rete è stato assegnato il fondo Arcus, per la promozione e valorizzazione del patrimonio immateriale.

E’ l’unico soggetto ad aver ottenuto il riconoscimento e ha un suo tavolo al ministero ai Beni culturali.

Ci stiamo preparando a realizzare il progetto. Era previsto per Expo, ma ci sono stati ritardi tecnici, quindi lo veicoleremo in occasione del Giubileo straordinario”.

Il docufilm e non solo: “Stiamo anche allestendo una mostra emozionale itinerante, che veicoleremo presto istituti italiani di cultura nel mondo”.

Sempre per promuovere la rete, di cui il trasporto della Macchina di santa Rosa è parte. “Abbiamo avuto la percezione che il messaggio della rete a Viterbo sia passato poco – osserva Nardi – la Macchina di santa Rosa è patrimonio Unesco nel contesto della Rete delle grandi macchine a spalla.

Un progetto partito nel 2005 che poi si è arricchito. Nel 2010 la prospettiva del riconoscimento Unesco che è arrivato nel 2013, a una velocità impressionante. Di solito l’iter è molto lungo”.

Un progetto vincente. “Abbiamo percepito questo scollamento a Viterbo. Il riconoscimento della Macchina è in quanto parte della rete”. Che continua a lavorare.

“Perché essere patrimonio immateriale non è punto d’arrivo ma di partenza. Ci sono prospettive straordinarie di sviluppo tutti insieme, oltre alla salvaguardia delle singole tradizioni”.

Il documentario una volta ultimato, si appresta a essere proiettato in circuiti di una certa importanza. “Pensiamo ai festival del cinema a Cannes e Berlino, ma lo veicoleremo anche presso altri festiva nazionali e internazionali, in occasione dell’anno del Giubileo”.


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6 settembre, 2015

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