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Acquapendente - Anna Maria Meaccini ricorda il presidente del Sodalizio durante una visita in paese per la festa dei Pugnaloni

“Nello, il più grande facchino della storia di santa Rosa”

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Acquapendente - Nello Celestini riceve il quadro

Acquapendente – Nello Celestini riceve il quadro

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – 15 maggio 1994 .Piazza Girolamo Fabrizio ore 16,30 : Festa dei Pugnaloni in onore della Madonna del fiore.

In una piazza gremita all’inverosimile, il presidente del sodalizio di santa Rosa, Nello Celestini ha appena ricevuto dalle mie mani, un quadro dipinto in blu, offerto da un artista del luogo, per il Sodalizio che quel giorno era stato ospite della nostra città, su invito di Ugo Nardini, allora presidente della Provincia.

Alla cerimonia aveva partecipato anche il comune di Viterbo e Fioroni si era fatto rappresentare da un giovane ed educato esponente del comune. La foto, anche se non è di protocollo, me la donò qualche amico, rende immediata e molto bene l’idea.

E’ estremamente facile definire Nello il più grande facchino della storia, una figura portentosa che ti svettava sulle spalle, sempre sorridente e affabile. Sempre pronto ad avvolgerti in un grande abbraccio, come aveva fatto mille volte con la santa o con i facchini del Sodalizio.

Proprio con quest’ultimi doveva saper essere più solidale, avvincente, fermo e materno allo stesso tempo per stingersi poi tutt’insieme in quel corale e faticoso abbraccio per permettere al campanile di camminare, con all’estremità superiore la piccola santa che brillando di una luce interiore, provvede ogni anno la magica sera del 3 settembre a benedire dall’alto la città e tutta l’aria intorno.

Sono dell’opinione che questo è il più grande messaggio di unità che Nello Celestini ci abbia lasciato proprio nell’anno della sua morte, avvenuta il 14 febbraio scorso.

Lo ha lasciato a tutti, nessuno escluso: gli enti, tutti fra primo il comune, le autorità, le associazioni, l’autore della macchina, chi ha contribuito a realizzarla, la banda musicale di Vejano, il corteo storico, gli sbandieratori, il Sodalizio dei facchini e soprattutto la grande città di Viterbo e la sua provincia che attoniti di tanto dolore, non riuscirebbero più a capire lo spirito autentico della festa.

Anna Maria Meaccini


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1 settembre, 2015

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