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Sanità - Viterbo - Fortunato Mannino (Cisl) chiede più garanzie per i lavoratori e un impegno di politici e amministratori locali a rivedere il bando

“Si faccia chiarezza sull’appalto del Cup”

di Paola Pierdomenico
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Fortunato Mannino della Cisl

Fortunato Mannino della Cisl

Viterbo – “Si faccia chiarezza sull’appalto del Cup”.

Se ne sono dette tante e altrettanti sono i numeri usciti sui licenziamenti del cup, centralino unico di prenotazione per le prestazioni sanitarie regionali.

Per Fortunato Mannino (Cisl) è arrivata l’ora di smetterla. La nuova gara ridimensiona l’impegno di spesa e non introduce clausole per la tutela dei lavoratori.

Il sindacalista chiede trasparenza e un impegno di politici e amministratori locali per delle risposte concrete, anche ai dipendenti del capoluogo che, pur non essendo direttamente colpiti, iniziano a preoccuparsi per la mancanza di un quadro chiaro. E, intanto, per il 21 si annuncia uno sciopero.

“La Regione – dice Mannino – ha fatto una gara di appalto centralizzata per i cup con un taglio, sulla base d’asta, che garantirebbe circa 925 persone a fronte di 1122 che ci lavorano full time. Il bando è stato fatto in base all’articolo 9 comma 1 del decreto 78 del 2015, che recepisce un accordo sanitario di ridurre la spesa del 5 per cento. In pratica, stando alle organizzazioni sindacali, circa 198 persone rischierebbero di andare a casa. Una mazzata. Gemma De Julio, come responsabile Fisascat, ha partecipato a un incontro in cui sono state evidenziate le criticità e tolti dei paletti a garanzia del personale”.

Il 21 è stato indetto uno sciopero. “Per far sì che la Regione riveda la stima degli esuberi. Non sappiamo se e quanti dipendenti di Viterbo parteciperanno, ma anticipiamo che, per quel giorno, si potrebbe creare qualche disagio, anche se il presidio minimo, come previsto dalla legge, sarà garantito, perché si tratta comunque di un servizio pubblico”.

Nel capoluogo prestano servizio circa 100 persone, tutte a part time. “A mio avviso, per effetto della turnazione, rischiano a volte di trovarsi in difficoltà, perché sono sotto organico. La loro preoccupazione nasce dal fatto che si tratta di un appalto centralizzato, diviso in lotti. Se ne sono dette tante e le altrettante cifre sugli esuberi che sono circolate in questi giorni hanno impensierito anche i nostri lavoratori. Dobbiamo fare chiarezza, perché qui da noi, l’azienda che si occupa l’appalto applica il contratto dei servizi”.

Da qui l’appello del sindacalista. “Mi rivolgo ai nostri consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, perché possano occuparsi della gara di appalto per farci capire come si intende gestirlo per evitare squilibri. Parliamo di un servizio fondamentale per il disbrigo delle pratiche all’utenza e, in particolare, delle prenotazioni delle liste di attesa.

Vorremmo che nell’appalto venga inserita la clausola di salvaguardia dei livelli occupazionali per evitare una guerra tra poveri in cui le aziende che subentrano possano gestire la gara, nella maniera a loro più conveniente, a discapito della qualità del servizio e dei lavoratori. Così il denaro pubblico investito, viene solo sperperato. Servono rassicurazioni”.

Occhi puntati quindi anche sul capoluogo. “Una particolare attenzione deve essere riservata al capitolo relativo a Viterbo che fa parte del terzo lotto insieme a quello di Latina, Frosinone e Rieti. Hanno accorpato le province e dobbiamo capire l’entità dei servizi che verranno offerti. Spiegazioni che ci sembrano doverose, perché, di fatto, i lavoratori, con cui ci siamo incontrati nei giorni scorsi, sono preoccupati.

Le notizie che circolano sono catastrofiche, quando invece non si sa davvero come stanno le cose sul numero degli esuberi. Come Cisl – conclude Mannino – stiamo portando avanti questa battaglia per la quale vorremmo avere il supporto anche dei nostri politici e amministratori locali”.

Paola Pierdomenico


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18 settembre, 2015

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