Viterbo – La statua di santa Rosa è a casa.
Concluso lo smontaggio di Gloria, coi pezzi della macchina che sono stati riposti al capannone della Edilnolo, ieri la statua della piccola patrona è stata messa nella basilica, dove resterà fino al prossimo anno.
Già per il suo arrivo a san Sisto, il costruttore Fiorillo aveva riservato un’attenzione particolare al pezzo, facendolo sistemare in modo separato rispetto alle altre parti della Macchina, con una cerimonia di sera alle 21 a cui ha partecipato l’intera città.
Lo stesso, sempre su idea del costruttore, è stato fatto per lo smontaggio con la statua che resta nella sua casa. Al monastero e non “rinchiusa” in luoghi inaccessibili.
In accordo con le clarisse, infatti, è stato deciso di posizionarla, appunto, dietro la teca dove è custodito il corpo della santa. In questo modo, sarà possibile visitarla, negli orari d’apertura, durante i fine settimana.
L’operazione di ieri è stata preceduta da una benedizione a cui erano presenti, oltre a Vincenzo, anche il figlio Mirko e l’ideatore Raffaele Ascenzi.
Ai piedi della statua anche la fiaccola Lux Rosae, benedetta da papa Francesco, e trasportata la sera del tre settembre.
“Santa Rosa – dice Mirko Fiorillo – è a casa. E’ giusto e doveroso che stia lì alla basilica e non nel capannone e o nella cappelletta del Comune dove sarebbe rimasta chiusa. Luoghi che non danno il giusto valore al simbolo che rappresenta.
Ora, invece, la statua sta nel posto che merita e sarà oltretutto visitabile dai fedeli che potranno vederla. Il senso di questo gesto era proprio esaltare e rafforzare la religiosità legata a questa importante festa”.
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