Viterbo – (s.s.) – Doccia fredda per la Viterbese, svanisce il sogno lega Pro.
Dopo un pomeriggio di attesa il Collegio di garanzia dello sport del Coni ha reso note in serata le sentenze relative al ricorso presentato dal Seregno contro la riduzione del format a 54 squadre, e a quello di Sambenedettese, Gubbio e Forlì sul fondo perduto.
La decisione è stata sicuramente sofferta, perchè figlia di un dibattito iniziato alle 13 e finito attorno alle 20, ma è comunque irreversibile: entrambi i ricorsi sono stati rigettati.
Niente da fare. La lega Pro rimane a 54 squadre e la Viterbese giocherà la prossima serie D, esordendo domenica prossima sul campo dell’Ostiamare.
Svanisce il sogno lega Pro, quindi. Ma soltanto per quest’anno: da domenica i gialloblù andranno a caccia della terza serie sul campo.
Il comunicato del Coni
Il Collegio di garanzia dello sport, al termine della sessione di udienza a sezioni unite di oggi (ieri, ndr), ha respinto il ricorso della società Usd Seregno calcio contro Figc per la delibera del presidente federale del 7 agosto e ha disposto la liquidazione delle spese del giudizio, poste a carico della soccombente e quantificate in euro 2mila, a favore della resistente Figc.
Ha altresì dichiarato inammissibile l’intervento delle società Forlì e Gubbio nel procedimento di cui all’oggetto, poiché titolari di una posizione autonomamente legittimante avverso il provvedimento oggi impugnato e poiché il termine per la proponibilità del ricorso è tutt’ora pendente.
Infine, considerato che la società ricorrente aveva, nei termini prescritti, presentato la domanda di ripescaggio; considerato che detta domanda era stata respinta per mancanza di alcuni requisiti di parte della squadra stessa e che avverso il provvedimento di respingimento nessun tempestivo ricorso risulta presentato dalla società interessata; considerato dunque che l’organico attuale del campionato di lega Pro non risulta essere l’effetto di un’indelebile, autoritaria riduzione con provvedimento federale, ma rappresenta la presa d’atto che soltanto le squadre con i requisiti erano iscrivibili e il numero delle stesse non raggiunge le sessanta unità; che di conseguenza l’attuale numero di cinquantaquattro squadre rappresenta e dà atto della situazione effettiva di coloro, e non altri, che avevano titolo ad essere iscritte al campionato di lega Pro; ha respinto l’istanza cautelare invocata dalla ricorrente.
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