Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cultura - Il romanzo è frutto della collaborazione tra la scrittrice della Tuscia Marta Tempra e l’autore lodigiano Furio Thot

La Viterbo di santa Rosa in un libro

Condividi la notizia:

Viterbo - La statua di Santa Rosa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo, 3 settembre 2015:  una data che ogni viterbese non può fare a meno di ricordare, per lo spettacolare trasporto della Macchina di Santa Rosa, uno dei momenti più importanti del territorio, che unisce tradizione e devozione.

E per rivivere ancor di più questa ricorrenza, per calarsi nella Viterbo medievale dove la Santa visse la sua giovane e ardente vita, il romanzo storico “A.D. 1243 – l’ultimo assedio” vi aspetta tra le sue pagine, ricche di combattimenti, azione, avventura, amore. Ricche di Viterbo e della sua straordinaria storia.

Vitrebo, infatti, vanta un passato glorioso e spesso dimenticato: fu l’unica città, insieme a Brescia, a resistere a un assedio dell’imperatore Federico II, mantenendo la sua indipendenza nei forti contrasti tra papato e impero. E nei suddetti scontri, fondamentale fu l’apporto della santa dei Viterbesi: la piccola Rosa, allora bambina, aveva comunque sufficiente coraggio, e soprattutto amore per la sua fede e la sua città, da schierarsi in prima persona contro le truppe imperiali, collaborando alla resistenza e infondendo coraggio nei suoi concittadini.

Non poteva quindi mancare in un romanzo che fa di Viterbo e di quell’assedio il suo protagonista.

“Proprio in quel momento un grido di dolore si levò nell’aria. Guido e Anna si voltarono di scatto verso il terrapieno di destra, da cui era sembrato loro provenissero le urla. Videro una ragazzina, minuta e giovanissima, una decina di anni al massimo, cui una freccia si era conficcata nell’avambraccio. La giovane dopo aver gridato per lo spavento, non aveva nemmeno posato a terra la cesta, colma di pietre, che reggeva. Afferrata saldamente la freccia tra i denti, l’aveva estratta, lacerandosi le carni senza emettere altro suono che ne tradisse la sofferenza.

Subito alcune donne, forse parenti o magari la madre, l’avevano circondata e una di loro ripeteva piangendo il nome: – Rosa, Rosa che hai fatto?”

E la risposta del lodigiano Guido, scappato dalla sua città vilmente arresasi all’imperatore, sarà quanto di più semplice e vero: Vi è più coraggio in quell’esile corpicino che in cento cavalieri germanici.

Il romanzo, nato dalla collaborazione della scrittrice viterbese Marta Tempra (ormai alla terza pubblicazione) e dell’autore lodigiano Furio Thot, ha già riscosso un notevole successo di pubblico e critica, debuttando a Caffeina Festival, Ludika 1243 ed è tuttora impegnato in un tour di presentazioni ed eventi che vedranno città del Lazio come Canepina (19 settembre), Roma e Ciampino e diverse tappe in nord Italia come Brescia, Montichiari, Milano, Lodi.

“Ero sicura di questo risultato – afferma Marta Tempra, la viterbese autrice del romanzo -. Ho sempre pensato che il nostro territorio avesse una storia degna di essere raccontata. Ci voleva solo qualcuno che ci provasse, e le conferme che stiamo avendo sembrano darci ragione. D’altronde la prima conferma è stata quella dell’editore, Arpeggio Libero, e del coautore Furio Thot: entrambi di Lodi, sono stati i primi ad entusiasmarsi per la storia di Viterbo, e a sostenere il romanzo”.

Arpeggio libero


Condividi la notizia:
2 settembre, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/