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Politica - Il deputato del Pd Mazzoli illustra la nuova norma approvata oggi in prima lettura alla Camera

“Cittadinanza a stranieri, un passo in avanti per l’integrazione”

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Viterbo - Alessandro Mazzoli

Viterbo – Alessandro Mazzoli 

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “La Camera ha approvato la proposta di legge con le nuove norme per la cittadinanza per i minori stranieri. I sì sono stati 310 i no 66 e 83 astenuti. La nuova legge passa ora all’esame del Senato. Un bel passo in avanti sulla strada dell’integrazione di chi arriva in Italia sperando in un futuro migliore”.

Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, annuncia il sì alla nuova norma passata con i voti a favore dei partiti di maggioranza e (tra le forze di opposizione) di Sel. Contrari Lega, Forza Italia e Fratelli di Italia. Il Movimento 5 stelle si è astenuto.

La normativa vigente limita la possibilità di richiesta di cittadinanza per lo straniero nato in Italia solo se vi ha risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età.

Oggi la Camera ha dato il primo via libera a regole più semplici per concederla ai figli degli immigrati. “Potranno ottenere la cittadinanza italiana – spiega Mazzoli – i bambini stranieri nati in Italia con un genitore in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. O i minori stranieri non necessariamente nati in Italia, ma che nel nostro paese hanno frequentato un ciclo di studi”.

Questo è il principio dello Ius culturae, secondo cui può ottenere la cittadinanza il minore straniero, che sia nato in Italia o sia entrato nel nostro paese entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale.

Per ottenere la cittadinanza c’è bisogno di una dichiarazione di volontà espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età. Se il genitore non ha reso tale dichiarazione, l’interessato può fare richiesta di acquisto della cittadinanza entro due anni dal raggiungimento della maggiore età.

Cambiano anche le regole per ius soli attuale. Fino a ieri uno straniero nato e residente in Italia legalmente senza interruzioni fino a 18 anni, acquisiva il diritto di acquisire la cittadinanza. Il termine per reclamare questo diritto passa da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età.

Il permesso di soggiorno Ue, invece, viene rilasciato agli stranieri extra Ue in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, della disponibilità di alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge, del superamento di un test di conoscenza della lingua italiana.

“Quella licenziata oggi – aggiunge Mazzoli – è una mini-rivoluzione che introduce lo ius-soli temperato e che prende atto della necessità di integrare gli stranieri che vivono regolarmente in Italia, lavorano, studiano e pagano le tasse.

Renderli cittadini italiani significa anche allontanarli dall’illegalità e renderli parte della comunità in cui vivono. Un investimento per il loro e il nostro futuro”.

Ufficio stampa Alessandro Mazzoli


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13 ottobre, 2015

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