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Cultura - Così il presidente dell'Università agraria Antonelli in vista della proiezione di "Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti" di oggi domenica 11 ottobre

“Difendiamo la memoria storica della comunità”

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Alessandro Antonelli e Antonello Ricci

Alessandro Antonelli e Antonello Ricci

Il presidente dell'Università agraria Antonelli

Il presidente dell’Università agraria Antonelli

Mauro Arpini

Mauro Arpini

Toto de Alessandris

Toto de Alessandris

Virgilio Bernabei

Virgilio Bernabei

Tarquinia – Nell’ambito di Book & Wine – Tarquinia, i libri, il vino Banda del Racconto e Università Agraria di Tarquinia presentano il documentario

TARQUINIA ’900 una comunità allo specchio dei racconti

Appuntamento domenica 11 ottobre (ore 17.00)
Sala Consiliare del Comune – Tarquinia
Proiezione del film e reading con Antonello Ricci e Marco D’Aureli

Pietro Benedetti interpreterà brani da Vincenzo Cardarelli
Spartaco Compagnucci e Titta Marini

Interverrà il regista Marco Marcotulli

Indirizzi di saluto del Presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli

A seguire degustazioni di prodotti da forno e di vini delle cantine tarquiniesi

(un grazie, di cuore, alle aziende Muscari Tomajoli, Terre Giorgini Santa Maria ed Etruscaia)

Un grazie, inoltre: alla BCC Banca di Credito Cooperativo di Roma e alla Federazione Italiana Somellier Albergatori Ristoratori


 

Esiste una narrazione corale che Tarquinia fa oggi di sé? Come i cornetani del presente raccontano la “loro” Tarquinia nel segno di tutto ciò che è cambiato nel corso del XX secolo?

Ma soprattutto: che cosa è oggi Tarquinia?

Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti, DVD del film e diario del backstage/libretto di sala, restituiscono, attraverso una tessitura di testimonianze, attraverso il montaggio polifonico delle fonti, il racconto di che cosa – nell’esperienza di vita e di lavoro di agricoltori, butteri, allevatori, localisti, operai e poeti – sia stata fino a poco tempo fa Tarquinia; in che cosa essa possa essersi repentinamente trasformata; come avrebbe potuto o dovuto diventare; dei treni presi, di quelli persi.

Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti vuol essere un tentativo di narrazione corale dell’identità civica contemporanea, epopea contadina, cronaca dello sviluppo urbanistico della città (a proposito: ma Tarquinia è città o paese?), ricordo (rimpianto?) di una modernità industriale soltanto assaporata.

Primo concreto risultato di un progetto promosso a fine 2014 dall’Università Agraria di Tarquinia, libro e film – quest’ultimo fortemente voluto dalla committenza – sono il frutto dell’applicazione delle metodice di produzione/trasformazione/restituzione di storie messa a punto in oltre un decennio dalla Banda del Racconto.

Il booklet (DVD+LIBRO) Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti è il decimo volume pubblicato da Davide Ghaleb editore nella collana La Banda del Racconto.

Scheda tecnica: libro formato 20×20 cm, 48 pagine, 13 ritrati fotografici b/n, con allegato DVD video contenente il film della durata di 40’28” (colore). Prezzo di copertina: 15 €

http://www.ghaleb.it/bandadelracconto10.htm

Opera realizzata con le risorse dell’Università Agraria di Tarquinia.


Proponiamo in anteprima la intensa prefazione all’opera del presidente dell’Università Agraria di Tarquinia, Alessandro Antonelli.

Volti, sguardi, ricordi, parole, gioie, dolori: ciascun essere umano è un infinito tesoro di informazioni ed emozioni. Nella propria intimità tutto si stratifica, riaffiorando con impeto al minimo sussulto dell’anima.

Sentimenti e sensazioni – che come in una buia soffitta occupano spazi vitali in attesa di essere riscoperti, mai gettati via, perché ci rappresentano – sono le fondamenta su cui abbiamo costruito ciò che siamo diventati.

Il nostro privato vissuto, protetto nella parte più profonda, scrigno gelosamente custodito, da condividere con uomini giusti che ne sappiano comprendere il senso e il valore. Non solo ricordi, ma parabole selettive, dove ciascuna parola è intrisa di significato, di un punto di vista unico e autentico, il nostro originale contributo alla storia quotidiana che abbiamo interpretato.

Come archeologi di anime, la ricerca di emozioni autentiche, di vibrazioni vitali, di storie da raccontare parte dal rispetto per il narratore, dallo scandire senza riprender fiato, dall’emozione della sua voce; sì, perché è nell’oralità che sgorga la purezza cristallina senza mediazione, è nell’assenza di filtri e barriere, di schemi e strutture che risuonano le corde più intime e profonde di tutti e di ciascuno, che troviamo l’autenticità.

Poco importa l’estrazione sociale, la grammatica, il titolo di studio, nell’infinito di uno sguardo e nel fluire delle parole risiede la sincerità di un aneddoto che è parte di noi, che è condivisione, che è lascito, che è pegno di amicizia, che è futura memoria, che è lacrima ma anche sorriso.

Una sfida che sa di pionierismo. Nell’epoca della tecnologia, ove si perde il più autentico e vero contatto umano, in cui si trancia il dialogo tra generazioni, si marginalizzano figure preziose ricche di esperienze, dove tutto è surrogato e sostituito, la vera scommessa è provare a disporre di quella tecnologia, per non disperdere il bagaglio di nozioni di verità nascoste, di infiniti segreti rilevati che ogni individuo conserva.

Difendere la vera memoria storica della comunità, questa è la più autentica delle missioni. Non la verità degli atti e delle carte, ma quella degli uomini veri fatti di carne e ossa, rughe e mani callose, non quella dei personaggi, ma quella delle persone. Quel cumulo di gioia intensa e speranza disattesa, di orgoglio per ciò che si è fatto e di rimpianto per quello che poteva essere, quel punto di vista originale e unico che il singolo rappresenta oltre il ruolo.

Affinché chi verrà sappia di chi c’è già stato e ne rispetti il vissuto, affinché la nostra collettività non perda la propria identità, affinché si possa guardare al nostro futuro consapevoli degli errori e delle speranze del nostro passato, affinché le nuove generazioni non pensino che la loro esistenza sia una pagina bianca, ma possano scoprire nelle altrui emozioni l’essenza della loro ispirazione.

Alessandro Antonelli
Presidente Università Agraria di Tarquinia


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11 ottobre, 2015

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