Viterbo – (g.f.) – “Il Far West ci fa un baffo”.
Il giorno dopo il consiglio comunale di fuoco, la quarta commissione regala nuove emozioni. E Giulio Marini (FI) alza le braccia.
Perché stamani alla seduta era prevista l’audizione del comitato genitori sulla vicenda buoni mensa. Ore 9.30. Solo che alle 10 gli stessi genitori sono stati chiamati a palazzo dei Priori dalla giunta.
“Dopo ieri sera non vedo possibilità di dialogo – precisa Marini – e dopo stamani addio. C’è una convocazione dei genitori e allo stesso tempo si chiamano all’altro palazzo.
Mai vista una cosa del genere. Sono inorridito. Il Far west ci fa un baffo. E’ una mancanza di rispetto”.
Ma sono stati chiamati i genitori? Chi li ha chiamati? O forse sono stati dirottati dall’assessore Delli Iaconi? Dubbi sollevati da Maurizio Tofani (Oltre le mura).
Quindi parte l’avvertimento alla giunta: “Non mi piacciono le emergenze. Ci sono scadenze importanti, non facciamo che si arrivi ancora una volta all’ultimo minuto e ci si presenti tutto già fatto. Noi non ci stiamo più”.
Chiusa la parentesi avvertimento, sulle tariffe per le mense la confusione regna sovrana. Gianmaria Santucci contatta informalmente via sms un genitore. Non può rispondere, sta in riunione con assessore e dirigente, insieme ad altri genitori. “Questo dimostra – incalza Tofani – quanto conta il consiglio comunale”.
Poco o niente a quanto pare, almeno dal punto di vista della giunta. La sola certezza è che per i buoni a quanto pare, la vecchia tariffa resterà in vigore fino al 31 dicembre.
“Il consiglio comunale – osserva Gianmaria Santucci (Fondazione) – è l’unico depositario a votare le tariffe. Sono state decise lo scorso 31 luglio, la giunta ha deciso di non applicarle lasciando quelle della giunta Marini.
Strano che la giunta pensi di modificare tariffe che devono venire in consiglio comunale. Su che base? L’assessore che incontra alcuni comitati e decide? Ho sentito che adesso si passerà da 1,9 euro a sette, prima era da un minimo di tre a un massimo di cinque”.
Dalla maggioranza Christian Scorsi (Pd) concorda. I cambiamenti devono passare in consiglio comunale e giunta, ma Sergio Insogna (Gal) è rassegnato: “E’ tutto frutto di un rapporto mai nato fra giunta e consiglio e cosi si va avanti. Non dobbiamo stupirci, è un trend che caratterizza quest’amministrazione”.
Stamani si è perso ancora tempo. “Ci stiamo chiacchierando addosso – osserva Gianluca De Dominicis (M5s) – doveva esserci un’audizione e stamani noi che proposte facciamo?”. Niente.
“Ancora una volta siamo qui per il nulla – osserva Luigi Maria Buzzi (FdI) – come ieri per il consiglio comunale”.
Proprio per il nulla no. E’ stata un’altra occasione per scontrarsi e alzare la voce.
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