Viterbo – (g.f.) – Un Giudizio universale dipinto senza santi, madonne o redentori, le classiche iconografie, ma che rappresenterà comunque la grande battaglia del bene contro il male.
Lo sta concependo Marco Zappa e sarà uno dei tanti modi per celebrare il quinto centenario della Riforma.
Una lunga serie d’iniziative che avranno il loro culmine il 31 ottobre 2017, messe in piedi da Egidio 17. L’associazione nel suo cammino d’avvicinamento sta tessendo una lunga tela di collaborazioni con realtà presenti sul territorio.
Una quindicina quelle sedute al tavolo della Fondazione Carivit dove stamani si sono incontrate. Appuntamento moderato da Vincenzo Ceniti (Touring Club).
Fra due anni il clou, ma già nel 2016 sono in programma iniziative, mentre per il prossimo 31 ottobre, è in programma un incontro in cattedrale.
“Lavoriamo – dice Antonio Rocca (Egidio 17) – per mettere Viterbo sotto gli occhi del mondo, abbiamo fatto molto ma non basta. Dobbiamo crescere mantenendo il livello fin qui portato avanti.
I prossimi 31 ottobre saranno prove generali, ma il 2017 sarà l’anno in cui dovrà accadere qualsiasi cosa”.
Con un nutrito numero di collaborazioni e il supporto della curia.
“Ne abbiamo parlato con il vescovo Fumagalli – spiega Ceniti – e ci ha dato tutto il suo supporto”. In sala c’è padre Mario Mattei degli Agostiniani.
“Egidio – dice Mattei – ha vissuto in un tempo in cui la scena gli è stata rubata da altri, ma oggi lo stiamo riscoprendo e valorizzando come un personaggio qualificante del Rinascimento.
Egidio s’incrocia con Lutero. Quando ha affisso le tesi, il suo superiore era proprio Egidio da Viterbo”.
Il compito di raccontare la Viterbo rinascimentale, toccherà pure ad Antonello Ricci. “Da 15 anni mi occupo di viaggi paesaggi e identità dei luoghi – spiega Ricci – ma se il luogo è locale, lo sguardo va aperto verso il mondo, altrimenti si cade nel localismo”.
Cinque sono i luoghi che racconterà per Egidio 17. “Storie di luoghi perduti, stanziali e itineranti – continua Ricci – partendo dalla sala Regia in comune, testamento morale di Annio da Viterbo, ultimo tentativo di darsi un’identità laica.
Poi a santa Maria della Verità, il lunotto della Cappella Mazzatosta, dove il personaggio affrescato è piccolo, perché protagonista è la città.
Quindi un piccolo manoscritto custodito in cassaforte agli Ardenti e il circolo viterbese”.
Al microfono si succedono fra gli altri, Filippo Rossi (Caffeina), Giampaolo Serone (Archeoares), Stefano Aluffi (Associazione dimore storiche italiane), Mauro Morucci (Tuscia film fest), Angelo Proietti Palombi che con I sapori del rito farà rivivere una cena monastica, non solo sotto il profilo del cibo.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY