Viterbo – Giulia Cima porta i colori dell’Italia nel mondo.
Sacrificio, passione e perfezionismo. E’ così Giulia Cima, atleta viterbese, è arrivata in alto e precisamente sul gradino più alto del grand prix Nabba Wff austriaco, conquistando il primo premio nella categoria Atletic.
E’ la dimostrazione di come, con il cuore e la forza di volontà, si possano ottenere grandi risultati. Si è allenata “di brutto” ed è stata a dieta. Ha lavorato sul suo corpo e sulla sua mente per portare in alto il nome dell’Italia nel mondo. Ce l’ha fatta.
Quasi cinquantenne, col suo fisico statuario, ha sbaragliato le sue avversarie alcune delle quali di venti anni più giovani.
“Sono andata con la Nabba, federazione nazionale di body building e fitness, capitanata dal presidente Giuseppe di Santo. Rappresentavo l’Italia e in gara c’erano diverse nazioni tra cui Lettonia, Repubblica Ceca, Austria e altre.
Sono arrivata prima nella categoria Atletic, una grandissima emozione. Ringrazio il mio amico fraterno e preparatore Dario La Grassa che ha tirato fuori il meglio di me. Ora siamo pronti per un’altra sfida per tenere alto il nome dell’Italia all’estero”.
La vittoria è arrivata anche grazie ai sacrifici. “Abbiamo spinto molto sulla dieta, sugli allenamenti mirati a togliere i difetti e sulla definizione. Come si dice in gergo, ero molto tirata. Un lavoro duro, ma già da oggi si ricomincia per le sfide future”.
Una volta conquistato il titolo, Giulia ha, meritatamente, sgarrato, concedendosi un piccolo premio. “Appena finita la gara mi sono mangiata uno strudel di mele e ho bevuto tantissimo, perché non lo facevo da due giorni, per asciugarmi, e stavo morendo di sete. Il giorno dopo ho mangiato un hamburgher con patatine fritte e il gelato con gli smarties. A Dario, il mio preparatore, ho detto che avevo preso solo le patatine – dice scherzando – perché sennò mi faceva subito fare 200 squat. Non mi sono salvata una strillata, intanto, però, me le sono pappate”.
Alla dieta si aggiungono altri dettagli per raggiungere la migliore forma fisica. “Gli allenamenti sono continui e vengono variati ogni 15 giorni. E poi c’è il posing, ossia le posizioni richieste in gara per mostrare i muscoli. E’ duro, ma sono contenta perché ne è valsa la pena”.
L’emozione sul palco è stata enorme. “Quando hanno proclamato la seconda ho capito che avevo vinto e, dopo che hanno chiamato a premiare Flora Conte, miss universo, ho avuto un brivido. Hanno pronunciato il mio nome e mi so messa le mani sugli occhi. Volevo piangere, ma avrebbe stonato con tutti quei muscoli“, scherza.
La prima telefonata è stata per la figlia. “Dopo quella chiamata, non sono riuscita più a dire altro. Ero incredula. Ho chiamato quindi il mio preparatore che mi ha detto che era convinto del risultato. E’ una grande emozione indossare i colori della mia nazione, che amo.
Dedico la vittoria a mia figlia, alla palestra To be di Mattioli e al suo staff. Poi all’amico fraterno Dario e ai facchini di santa Rosa che fecero una girata per mio fratello, che era vigile urbano, quando lo persi. Io, ora, gli dedico il mio giro”.
Pippi
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