Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Mentre Zingaretti effettua un altro taglio di nastro, arriva l’ennesimo segnale preoccupante per la sanità laziale.
Il presidente pensa che per saper governare siano sufficienti qualche comparsata e i soliti annunci. Invece dovrebbe riflettere sui dati del Censis, per certi versi impietosi. Infatti, alla domanda se la sanità funziona, il 42 per cento dei cittadini romani ha risposto positivamente, mentre nelle province i pareri positivi toccano il 20 per cento.
Numeri chiari sui quali pesa l’assenza di programmazione da parte della regione, e questa inefficienza si sente soprattutto nelle strutture di provincia. A tal punto che sono sempre più numerosi i cittadini che si recano fuori Lazio per una visita, con la mobilità passiva che ha toccato nella regione -201 milioni.
Un altro aspetto serio che evidenzia il fallimento della gestione Zingaretti, infatti quasi l’80 per cento delle famiglie che ha avuto bisogno di una visita negli ultimi due anni, ha preferito rivolgersi al privato. E questo perché? Per le infinite liste d’attesa. Tempi interminabili che costringono molte persone a effettuare, ovviamente a proprie spese, una visita non nelle strutture pubbliche.
Questi sono i risultati sui quali il presidente, in fuga da oltre due mesi, dovrebbe ragionare. Il tempo del “cambiamo tutto”, dell’immaginazione è finito. I cittadini hanno bisogno di risposte e di una pianificazione certa. Ossia tutto ciò che è mancato in questi due anni di nuovo corso zingarettiano.
Antonello Aurigemma
Capogruppo Forza Italia della regione Lazio e vicepresidente della commissione salute
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