Viterbo – “In un anno aperte 70 attività commerciali che lavorano”.
Reale impresa non è solo il nome dello studio di consulenza commerciale immobiliare che il titolare Alessandro Nobili gestisce con Andrea Giovannini, Federico Bonannini e Silvia Spaccapeli. E’ soprattutto quello che sono riusciti a fare aprendo in un anno settanta attività nel capoluogo che tuttora lavorano e sono in essere.
Uno schiaffo alla crisi che ogni giorno miete vittime e che spinge la gente a non investire. Alle serrande abbassate e ai locali vuoti e impolverati hanno detto basta e si sono messi in gioco per aiutare chi ha voglia di fare.
E non si fermano al semplice affitto di locali, ma vanno oltre mettendo i clienti in condizione di avviare le attività con l’unico obiettivo di farle resistere.
“Siamo uno studio di consulenza – dice Alessandro Nobili – e il nostro lavoro è particolare, perché non siamo una vera agenzia immobiliare, ma seguiamo anche le aperture delle attività, concentrandoci di più su aziende e start-up. A Viterbo, per esempio, nell’ultimo anno e mezzo siamo riusciti a far aprire quasi 70 locali tra bar, ristoranti e commercio al dettaglio, senza escludere piattaforme di produzione e logistiche. Un po’ di tutto. Il gioco è semplice e consiste nel far incrociare domanda e offerta sugli immobili commerciali per quanto riguarda le attività. In parole povere, prendiamo in gestione la struttura sulla base della quale cerchiamo di piazzare l’attività che più è idonea per quella zona. Accompagniamo il cliente durante tutto il percorso fino all’apertura, dandogli tutte le informazioni per una buona partenza”.
Tra i progetti portati a termine, ci sono la sala slot in via Garbini, il ristorante giapponese a via Genova, il riavvio del bar Chalet a porta Fiorentina e lo spostamento della libreria Etruria in via Matteotti. “E’ in controtendenza al contesto economico che non è facile, ma il nostro obiettivo è quello di consigliare i clienti a 360 gradi per far capire come ci si muove e provare a garantire un successo, mettendoli nelle condizioni di individuare tutti i rischi di impresa ed evitare buchi nell’acqua. A parte piccoli casi, infatti, di attività aperte e poi subito chiuse non ce ne sono state, la maggior parte sono tutte in essere”.
Il loro segreto sta nel calcolare qualsiasi imprevisto. “Il problema è che al giorno d’oggi c’è tanta improvvisazione nel mettere in piedi le attività, senza conoscere il mercato e la gestione generale del commercio. Le aziende, in definitiva, sono numeri e i numeri devono quadrare. Inoltre, provenendo dal settore commerciale, io, insieme ai miei colleghi, mettiamo a disposizione le nostre esperienze per suggerire ciò che si deve fare per non sbagliare, calcolando i rischi d’impresa”.
Le sfide, dunque, sono all’ordine del giorno. “Andiamo avanti ed è per questo che vorremmo creare un piccolo bando in base al quale mettere a disposizione 10mila euro in beni strumentali per il progetto più interessante che verrà presentato. Lo scopo è quello di smuovere il mercato locale, perché andare in giro e vedere decine di locali vuoti non ci piace. Lavoriamo per per investire su immobili che altrimenti rimarrebbero fermi, agendo sull’economia locale per portare sul territorio progetti che diversamente su Viterbo non sarebbero stati nemmeno presi in considerazione.
Adesso, per esempio, seguiamo un Kfc, Kentucky fried chicken, la catena che fa hamburger di pollo e ali di pollo fritto. A breve ci sarà l’apertura. Non serve improvvisarsi perché la non riuscita a volte dipende da tanti piccoli parametri che sfuggono a chi non p del settore e che invece devono essere prese in considerazione a partire dalla riconducibilità della zona per arrivare all’indotto di cui ha bisogno”.
Si lavora per ravvivare la città. “Su via Marconi, che è stata ferma per diverso tempo, siamo riusciti, in un mese, ad aprire tre attività e lo stesso anche a via Cavour che fino a due mesi fa era un pianto. Di problemi ce ne stanno e non è certamente semplice far ripartire il centro storico, che tante persone che vogliono mettersi in gioco scartano a priori, convinti che stia morendo.
A maggior ragione, noi spingiamo su questa zona, per farla rinascere ed è per questo che, abbiamo concentrato parte del lavoro arrivando ad aprire quasi tutte le attività di somministrazione di via San Lorenzo. Siamo uno studio che mette le persone che vogliono fare qualcosa nelle condizioni di farlo al meglio possibile. E i numeri sono dalla nostra”.
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