Viterbo – Si sarebbe fatto dare i test d’esame e le soluzioni per passarli ai colleghi iscritti all’Università della Tuscia.
Una nuova accusa pende su Ferdinando Selvaggini, ex responsabile del Centro elaborazione dati della asl di Viterbo, imputato nel maxiprocesso sull’appaltopoli sanitaria.
Per Selvaggini si è aperta ieri un’altra vicenda giudiziaria: quella sulla presunta rivelazione di segreti d’ufficio in concorso con un’altra persona rimasta ignota. Da questa persona, Selvaggini avrebbe ottenuto questionari d’esame e soluzioni, in modo da far passare ‘più agevolmente’ le prove ad alcuni studenti, dipendenti asl. Correva l’anno 2009.
La talpa – probabilmente interna all’università, se aveva nella sua disponibilità materiale didattico – non è mai stata identificata. Selvaggini invece sì. E dopo il rinvio a giudizio, alcuni mesi fa, ieri mattina è iniziato il processo davanti al tribunale di Viterbo.
Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Gino Salvatori, nasce tutto da un equivoco. “Si trattava semplicemente di dispense – spiega il legale -, materiale didattico che circolava sui forum dedicati agli studenti. Peraltro Selvaggini era l’unico che non era iscritto a quel corso”.
L’accusa ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni raccolte durante le indagini. I primi testimoni parleranno a maggio.
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