Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In considerazione delle problematiche inerenti la presenza sempre più invasiva dei piccioni di città, la provincia di Viterbo ha redatto un piano quinquennale di controllo del colombo o piccione di città.
Il piano è aderente alle norme vigenti in materia e recepisce le indicazioni operative evidenziate nel parere dell’Ispra, istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Grazie all’indagine condotta dal Dafne dell’università degli studi di Viterbo, si è potuta stimare, tra l’altro, la densità media dei colombi per chilometro quadrato e comprendere meglio la complessità del dibattito esistente sulla questione se il piccione possa essere considerato una specie da tutelare a protezione della fauna selvatica oppure no.
Nel piano vengono indicati, altresì, efficaci metodi ecologici incruenti di prevenzione e dissuasione dei danni, a cui occorre dare prioritaria attuazione, prima dell’avvio delle procedure di abbattimento.
La limitazione dei danni arrecati dalla specie colombo nei contesti urbani è in capo alla competente amministrazione comunale, che dovrà recepire il piano provinciale. I comuni possono adottare misure, tra cui l’abbattimento, ma soltanto in area extraurbana, non essendo possibile procedere in area urbana.
L’amministrazione provinciale provvederà a verificare la corretta e completa applicazione dei metodi ecologici, precedentemente all’attuazione dei piano di abbattimento. Nelle aree rurali sarà la stessa provincia a gestire gli interventi, in accordo con gli Atc, al fine di ridurre l’impatto sulle colture agricole ed alle strutture di allevamento e stoccaggio degli alimenti zootecnici.
Mauro Mazzola
Presidente della provincia di Viterbo
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