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Viterbo - 43enne a processo per istigazione e apologia del genocidio

Volantino shock: “Libera la tua città, uccidi un rumeno”

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Viterbo vista dalla rocca Albornoz

Viterbo 

Viterbo – “Libera la tua città, uccidi un rumeno”.

Volantini shock affissi sui cartelloni pubblicitari in giro per Viterbo a fine 2008. Portavano la firma dell’allora assessore comunale ai Servizi sociali Daniele Sabatini, oggi consigliere regionale. Che ovviamente non ne sapeva nulla.

A giudizio è finito un 43enne viterbese. Risponde di diffamazione, ma anche di istigazione e apologia del genocidio.

Per l’accusa, l’imputato sarebbe stato autore anche di un’altra serie di volantini su un noto supermercato, datati primi mesi del 2009. Della serie: “Fai la spesa lì? Allora stai mangiando merda. Buon appetito!”. E di seguito, l’invito ad “acquistare italiano, perché il prossimo disoccupato potresti essere tu”.

Degli stessi volantini, circolavano anche delle copie in una grossolana traduzione in romeno. E poi, per rendere ancora più chiaro il concetto, una serie di oggetti di ferro appuntiti e artigianali piazzati fuori dal supermercato, che gli hanno fatto guadagnare anche l’accusa di porto abusivo di arma.

Un testimone lo avrebbe riconosciuto, anche se la querela è stata sporta contro ignoti.

Ieri, in aula, prime testimonianze. Il processo continua a luglio.


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22 ottobre, 2015

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