Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le segreterie provinciali dopo aver indetto lo stato di agitazione nel mese di ottobre, per problematiche relative alla sicurezza del personale di polizia penitenziaria dell’istituto di Viterbo e alla luce degli ultimi risvolti che minano direttamente la tranquillità e i diritti del personale di polizia penitenziaria, nel proseguire la protesta hanno deciso di indire un’assemblea con tutto il personale per decidere insieme la strategia da adottare per la risoluzione delle criticità.
Assemblea martedì 24 novembre ore 14 sala Rossi casa circondariale.
Su tutto, il mancato pagamento degli straordinari del mese di dicembre. Il periodo è decisamente duro, commentano dalle segreterie, molti cittadini sono senza stipendio e tanti giovani non hanno lavoro, certo, non dobbiamo essere catastrofici, una base sicura l’abbiamo, però è pur vero che avendo lavorato onestamente ed avendo fatto i conti con una cifra e trovandosi 300/400 euro in meno si è costretti a fare dei correttivi, delle rinuncie a discapito della serenità familiare. Non è la situazione di tutto il corpo ma solo di Viterbo e per un mero errore tecnico. Non vogliamo la testa di nessuno, specie se padre di famiglia come tutti noi, vorremmo solo una soluzione per avere ciò che ci appartiene. Gradiremmo spiegazioni dal Direttore e non un semplice foglio attaccato al muro.
Poi il problema della caserma. Si prevede un pagamento di un canone della stanza che si usa. Nel corpo molti colleghi sono costretti lavorare fuori sede e per questo da sempre sono presenti negli istituti caserme alloggio. Ora per occupare una stanza, spesso in 2/3 persone, vorrebbero un corrispettivo in denaro. Lo dicono le circolari ministeriali, dicono dalla direzione. Vero, ma a parte che il ministro in persona con apposito decreto ha intimato al Dipartimento di ritirare le circolari che prevedono il pagamento delle caserme, e pur vero che le circolari parlano di locali a norma. Attualmente le stanze sono tutt’altro che a norma. Arredi vetusti, locali pieni di umidità e muri da ritinteggiare, bagno senza bidet, acqua calda a singhiozzo, insomma una vera e propria “cella”. Alcuni colleghi nel tempo hanno risistemato le stanze a priprie spese!!! Il concetto è che si potrebbe anche pagare un canone simbolico ma solo dopo aver messo a norma le stanze.
Le ferie nel periodo natalizio. Sembrerebbe che saranno negate le ferie al personale che vorra stare a casa con la propria famiglia almeno una
festività. Colleghi che risiedono fuori regione vorrebbero lavorare una festa e passare liberi l’altra (Natale o Capodanno). Ci sono i numeri per farlo, il lavoro cosiddetto a “turno h 24”, funziona così.
Le Luci dell’istituto. Dopo un timido intervento, tra l’altro osannato e fatto proprio da una sola sigla in evidente attegiamento strumentale, ad oggi praticamente nullo, la situazione è come un mese fa, l’istituto è al buio. Servono oltre 150 mila euro non 10 mila come promesso/elemosinato dal Provveditore (e tra l’altro mai arrivati!).
Insomma c’è molta carne al fuoco e vorremmo delle soluzioni per poter far stare in tranqiliità i colleghi che ogni giorno servono umilmente lo Stato in un periodo che tra l’ altro di serenità ne offre poca.
Vediamo cosa esce dall’assemblea per decidere le modalità del proseguimento dello stato di agitazione, abbiamo fatto una fiaccolata nel mese di Ottobre sarebbe in tema natalizio una per Dicembre….
Sappe
Cgil
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Cisl Fns
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