Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggo oggi l’articolo “Una nomina che non ci crea imbarazzo”.
È stato designato presidente del collegio revisori dei conti, Lorenzo Ciorba, padre del presidente del consiglio, Marco.
Al di là della singola questione, che può non creare imbarazzo al nostro assessore Ciambella ma sicuramente qualche problema al professionista nominato lo crea, visto che ci sono delle regole in materia di indipendenza, sancite sia dai principi di revisione sia dalle norme di comportamento emanate dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, che vanno rispettate; anche se in realtà basterebbe far valere il semplice buon senso e mere ragioni di opportunità.
Suscita in me una riflessione più profonda la questione legata al “mancato imbarazzo”, perché la nota dolente e, a mio avviso, drammatica è proprio la mancanza di imbarazzo e di vergogna che caratterizza buona parte della nostra classe politica.
Imbarazzo e vergogna sono stati d’animo, sentimenti, emozioni che evocano stati di turbamento interiore, motivi di riprovazione, sentimenti di natura negativa certo ma che servono per modificare in meglio le nostre azioni e di conseguenza la realtà circostante.
“La vergogna segna l’uomo il confine intimo del peccato. Lì dove egli arrossisce, inizia il suo essere più nobile” (C.F. Hebbel).
Il sentimento della vergogna ci dovrebbe aiutare a comprendere come da uno sbaglio può farsi occasione di riscattarsi, di migliorare.
Ma che succede se i nostri governanti sono privi di questi sentimenti?
La risposta la leggiamo tutti i giorni sui giornali.
Natalia Rettore
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