Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Qualcosa non quadra nelle affermazioni e nelle scelte dell’assessore regionale Ravera a proposito delle manifestazioni culturali finanziate per il 2016.
Nel comunicato dell’assessore, si sottolinea “l’attenzione particolare alla distribuzione sul territorio, con l’intento di riequilibrare l’offerta culturale della regione”.
Un testo del genere dovrebbe dire due cose: che Roma non farà la parte del leone e che i finanziamenti saranno proporzionali sul territorio. Si può discutere su un criterio di proporzionalità che metta su uno stesso piano manifestazioni di differente spessore, perché in fatto di cultura un giudizio salomonico ha poco senso: non si tratta di appaltare la manutenzione di un manto stradale, che a Frosinone o a Viterbo, costa sempre lo stesso e si fa sempre a lo stesso modo. Ma lasciamo stare.
Le cifre ci dicono che Viterbo è una provincia privilegiata. Ottiene ben 4 finanziamenti, per un totale di 98mila euro. Privilegiata? In teoria no, perché se andassimo ad utilizzare un criterio equo di “distribuzione sul territorio”, Viterbo dovrebbe vedere accettati un quinto dei progetti (cioè 6) e ricevere un quinto dei contributi (cioè 150mila euro). Ma stanno peggio le altre “province dell’impero”: Frosinone, 1 progetto approvato per 9.500 euro; Latina, 1 progetto, per 29.400 euro, Rieti 1 progetto, per 26.000 euro.
Risultato: su 32 progetti approvati, 25 provengono da Roma (soprattutto) e provincia (pochi), per un totale di circa 587mila euro. Alla faccia della distribuzione territoriale, con l’intento di “riequilibrare l’offerta culturale della regione”!
Dice: ma in realtà, alcuni progetti “romani” coinvolgeranno anche altre aree della regione; vero, ma si tratta di un modesto numero di casi. E ancora: se quattro quinti dei cittadini del Lazio vive a Roma e provincia, l’equilibrio e la proporzionalità ci sono, eccome. Anzi, Viterbo dovrebbe ricevere meno di Latina e di Frosinone. Beh, se venisse avanzata quest’ultima giustificazione, il distacco amministrativo di Viterbo da Roma e company andrebbe sancito subito, domattina stessa, altro che vagliare le proposte di riduzione del numero delle regioni in discussione in parlamento.
Una domanda sorge inevitabile: Caffeina, che bene o male coinvolge un interesse nazionale, è paragonabile, in termini di sostegno finanziario, agli itinerari musicali dell’associazione Roma Sinfonietta (con rispetto parlando)? Pare di sì: ottengono ambedue 26mila euro.
Voglio sperare che le fonti di finanziamento pubblico (a parte quello privato) a certe manifestazioni di qualità vengano anche da altre parti. Per esempio, a Tuscia Operafestival, ma anche alla stessa Caffeina. Chessò, da fondi europei, statali, ministeriali… Se è così, sarei lieto di essere rinfrancato. Se non è così, le affermazioni dell’assessore regionale Ravera dovrebbe essere classificate come deliranti.
Anche in Grecia, Atene si prende tutto… è dai tempi di Alcibiade.
Filokalos Dikaios
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