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Politica - Francesco Chiucchiurlotto analizza i dettagli della questione

“Nuove province, in arrivo un Frankenstein normativo”

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Francesco Chiucchiurlotto

Francesco Chiucchiurlotto 

Viterbo – Riceviamo  e pubblichiamo – Si è tutti in attesa della legge regionale del Lazio sull’applicazione della DelRio, dopo quasi un anno di gestazione, di ripensamenti, di emendamenti e subemendamenti: non ci siamo fatti mancare niente in tema di normazione.

In particolare le nuove province attendono di conoscere la loro sorte: ma anche se cancellate dalla revisione costituzionale in atto, sopravviveranno come “aree vaste”, sempre ai sensi del nuovo Titolo V.

Ma allora perché aspettare con il cappello in mano che un altro ente come la Regione decida il da farsi?

Oggi le nuove province sono di fatto e di diritto comuni organizzati in un ente territoriale, con una potestà statutaria e regolamentare da far valere nei confronti degli altri enti che , non va mai dimenticato, sono ad essi equiordinati; quindi è solo cattiva volontà politica la mancanza di un qualsiasi dibattito sul governo del territorio, su ciò che necessita ad esso in termini di funzioni e servizi, su ciò che si potrebbe innovare e sperimentare.

Se si lascia decidere alla Regione Lazio, buona fortuna: da una prima lettura il provvedimento è confuso e contradditorio, ma soprattutto vecchio; non tiene conto delle novità in tema di associazionismo, di zone omogenee, di nuovi soggetti istituzionali come le Nuove Province.

L’impianto è quello della legge regionale n° 14 del 1999, addirittura prima della “prima” riforma costituzionale del 2001, aggiornata ed emendata a pezzi messi insieme come in una specie di Frankenstein normativo.

E’ tempo di uno scatto di orgoglio degli amministratori locali per rivendicare ruolo e contenuti; se come pare certo, l’obbligo associativo per i comuni sino a 5000 abitanti sarà sospeso e non si terrà conto dei profili demografici per le zone omogenee, vale la pena sospendere la legge in esame al Consiglio Regionale, che invece ne tiene conto; anche perché se approvata dovrà essere subito modificata.

Una volta si diceva “La confusione è grande sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente!”

Oggi la confusione è massima, ma la situazione è pessima.

Francesco Chiucchiurlotto


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28 novembre, 2015

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