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Viterbo - Polizia squadra mobile - Minacce alla ex dopo la fine della relazione - In 18 giorni inviati 140 sms - Divieto di avvicinamento per un 50enne

“Pagherai per quello che hai fatto”

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Fabio Zampaglione

Fabio Zampaglione 

Viterbo – “Pagherai per quello che hai fatto”.

Nel tardo pomeriggio di ieri, il personale di polizia della squadra mobile di Viterbo, coordinato da Fabio Zampaglione, ha notificato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ad un cinquantenne, residente nelle provincia di Viterbo.

Il provvedimento restrittivo nasce da una riservata attività investigativa dopo numerose denunce da parte di una donna che aveva avuto una breve relazione con l’uomo. Come si legge in una nota della questura, il cinquantenne, però, al termine del loro rapporto, aveva fatto continue pressioni sulla donna per indurla a riprendere la relazione, minacciando di divulgare notizie private alla figlia minore e addirittura il suicidio se ciò non fosse avvenuto.

Le ripetute e continuate molestie telefoniche, indirizzate anche all’ex marito, venivano fatte inviando sms, sempre con l’intimidazione di rivelare particolari privati della loro relazione alla figlia minore.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli agenti, ha anche minacciato che, se non ci fosse stato una riavvicinamento della donna, avrebbe pubblicato su Facebook foto e particolari intimi della loro storia.

Nonostante l’uomo avesse appreso delle numerose denunce presentate dalla vittima continuava a mandare messaggi denigrandola e deridendola.

Il comportamento vessatorio del 50enne, nel corso del tempo, si è fatto talmente assillante che ha provocato nei confronti della vittima e della figlia uno stato di profonda prostrazione psicologica tale da costringerle a cambiare addirittura la residenza e la macchina.

Come accertato dai poliziotti, in 18 giorni l’uomo è arrivato ad inviare ben 140 messaggi, alcuni dei quali con contenuto particolarmente minaccioso come “ti faccio toccare il fondo”, “ti trovo di persona”, “pagherai per quello che hai fatto”, “pagherai con gli interessi”.

In considerazione di ciò, la procura della Repubblica di Viterbo ha richiesto e ottenuto dal gip il provvedimento del divieto di avvicinamento che, non solo proibisce all’uomo di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, dalla sua famiglia e dall’ex compagno, ma lo obbliga a mantenersi ad una distanza di 200 metri da tali zone nonché gli vieta soprattutto di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le tutte le persone molestate.


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21 novembre, 2015

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