Viterbo – La Tuscia finisce sulle pagine di Repubblica.
Il sito internet del noto quotidiano invita i lettori a trascorrere un weekend d’autunno nell’alto Lazio, tra i laghi di Vico e Bolsena passando per Viterbo e Civita di Bagnoregio.
“Le foglie rosse, la foschia e l’odore delle castagne sul fuoco – si legge nell’articolo di Paolo Ribichini -. C’è un posto che ancora può regalare i colori e i sapori dell’autunno a pochi chilometri dalla Capitale.
È la Tuscia, con i suoi magnifici paesaggi e le sue tante opportunità di camminare nella natura. Basta un weekend per staccare completamente e vivere un’esperienza unica. Un itinerario tra laghi, colline e… mostri”.
Con mostri Ribichini si riferisce al sacro bosco di Bomarzo, più conosciuto come il parco dei mostri. “Un gioiello nel bosco”, lo definisce. Poi il lago di Vico. “Tra gli specchi d’acqua del Lazio settentrionale – scrive -, è certamente quello che ha mantenuto il suo aspetto più autentico e dove specie protette di uccelli migratori ancora oggi trovano rifugio”.
Nell’articolo si indica anche la migior via per arrivarci. “La strada più bella per raggiungere il lago è la Cassia bis fino a Capranica. Da qui si inizia a salire lungo la provinciale 35 fino a Ronciglione. Il lago è lì, placido. La strada costiera regala da subito scorci suggestivi, lontani dal rumore del traffico”.
Poi i monti Venere e Fogliano, e il pozzo del diavolo. “Una grotta verticale – spiega – che probabilmente in passato era la bocca di un fumaiolo della montagna”. Immancabile una scampagnata sui monti Cimini: “un luogo fuori dal tempo”.
Obbligatoria invece una gita a Canino. “Una sosta per ammirare i frantoi aperti, assaggiare una bruschetta condita con l’olio nuovo e magari acquistarne qualche bottiglia”. Poi un salto al parco di Vulci, soprattutto dopo che sono stati aperti al pubblico nuovi scavi.
Un giro lungo il lago Pellicone. Set di vari film come Non ci resta che piangere di Benigni e Troisi, è “un’intima gola tra le rocce”. E ancora, il ponte etrusco-romano del diavolo.
Impossibile non fare tappa a Viterbo e rilassarsi nelle acque termali. “Per concludere la giornata – continua Ribichini -, dopo il tramonto non resta che gettarsi nelle acque termali. Così tra il bagno turco nella grotta naturale e qualche massaggio, si recuperano le energie dopo una lunga giornata sui colli della Tuscia”.
Infine il “placido e imponente” lago di Bolsena, un buon bicchiere di vino e la visita a Civita di Bagnoregio. “Splendido borgo arroccato su una rupe dove il tempo si è fermato – conclude -. Solo camminando lungo l’unica via di comunicazione che collega la cittadina alla civiltà, cioè il lungo ponte pedonale, si comprende la maestosità e la precarietà di questo abitato. Che purtroppo lentamente muore”.
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