Viterbo – (g.f.) – Il ritorno di Sinfonia d’archi.
La Macchina di santa Rosa ideata da Angelo Russo si prepara ad essere ammirata di nuovo a distanza di anni (fotogallery: Il ritorno di Sinfonia d’archi – slide)
Un progetto anticipato dallo stesso Russo e che punta a sensibilizzare viterbesi e non solo, sulla realizzazione di un museo delle Macchine, in città atteso da troppo tempo.
Ieri alle Pietrare una parte di Sinfonia d’archi è stata montata, manca quella finale. Sarà pronta a inizio dicembre, poi la presentazione ufficiale.
“Stiamo cercando – spiega Angelo Russo – di sensibilizzare chi di dovere per la realizzazione di un museo.
Un’operazione che non serve tanto per Sinfonia d’Archi, quanto per tutte le Macchine del passato e quelle del futuro, affinché non finiscano in un magazzino, a rovinarsi”.
Ci si dimentica in fretta.
“La nostra tradizione non deve fermarsi al 2, 3 e 4 settembre. Un visitatore che viene in città, deve avere la possibilità di vedere in un luogo preciso e tutto l’anno, le Macchine esposte”.
Una volta ultimato il montaggio dell’ultima parte di Sinfonia d’Archi, sarà anche illuminata e un video mostrerà la Macchina per intero.
“Entro il 10 dicembre – anticipa Russo – organizzeremo un incontro anche con amministratori, per lanciare la nostra idea. Vediamo se si riesce a concretizzare qualcosa”.
Riportare alla luce Sinfonia d’Archi è un progetto che cammina sulle gambe di molti, che con entusiasmo e passione si sono offerti di dare il proprio contributo anche economico.
Per amore di una tradizione che unisce una città.
“A cominciare da Vincenzo Battaglioni, che all’epoca acquistò la Macchina. Ha messo a disposizione i pezzi e ha ribadito che se dovesse esserci uno spazio dove esporli, li donerà.
Quella che già si vede è la Macchina originale, i pezzi recuperati. A eccezione della parte finale, che si trova alla rotatoria del Poggino.
La stiamo ricostruendo e sarà pronta ai primi di dicembre”.
Un lavoro d’equipe. “Io sono stato coinvolto come ideatore e mi sono dato da fare coordinare il tutto, ma è stato grazie alla partecipazione di tanti che siamo riusciti nel nostro intento.
Oltre a Battaglioni, il geometra Cesare Filippi che ha progettato il posizionamento, quindi Sat System della famiglia Veralli che ospita la Macchina negli spazi della propria azienda, i fratelli Giuseppe e Fabrizio Delle Monache che si sono occupati del trasporto, mentre le vernici le ha offerte Colore Amico e alla pittura ha pensato Kaes.
I fratelli Menghini anche loro si sono occupati del trasporto e sono i custodi della base al Poggino.
Alle luci hanno lavorato i tecnici della R.P, mentre per sistemare le parti, Mastro lavorazione ha provveduto al polistirolo e Primapaint alla resina”.
L’idea e la Macchina sono ormai in piedi. “E’ proprio il caso di dire: se sono rose fioriranno…”.
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