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Viterbo - Dramma Rsa - Temeva che lo avrebbero dimesso - Effetto dei tagli della regione e della delibera comunale

S’indebita per pagare la retta del figlio

di Giuseppe Ferlicca
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La lettera della struttura recapitata al padre del ragazzo ospitato

La lettera della struttura recapitata al padre del ragazzo ospitato

Viterbo – Si è dovuto indebitare per non correre il rischio che suo figlio fosse dimesso dalla struttura che lo ospita.

Rsa: la delibera dello scorso aprila con cui la giunta comunale salvaguarda il bilancio comunale, irrigidendo l’accesso al contributo e di fatto tagliando fuori diverse famiglie, ha effetti drammatici sulle famiglie che hanno i propri cari ospitati in strutture.

Altro che numeri. Angoscia e disperazione di chi si ritrova nell’impossibilità di fare fronte alla retta, non vedendosi più corrisposta la quota di partecipazione.

Anche se ne avrebbe diritto, non superando la fascia di reddito dei 13mila euro. Ma a palazzo dei Priori ci hanno messo del loro.

Con la delibera hanno stabilito che basta una casa di proprietà o un conto corrente e si è tagliati fuori.

E’ quello che è successo al padre di un ragazzo ospitato in una struttura sanitaria romana.

“Mi hanno scritto – racconta il genitore – intimandomi di pagare altrimenti avrebbero intrapreso le vie legali.

Ho avuto paura che dimettessero mio figlio. Non sapevo cosa fare.

Fuori da una struttura che possa aiutarlo è complicato”.

Gli è stato presentato il conto, intimando il pagamento entro cinque giorni.

“Non sapevo cosa fare – continua – così sono andato in banca e mi sono fatto dare un piccolo prestito.

Ho saldato le rette arretrate e adesso pago a rate il debito. Vivo con una pensione e ho altri figli”.

Non certo una situazione semplice. Nei 13mila euro di reddito Isee ci rientra, solo che ha una casa. “Si tratta di un’abitazione oltretutto di poco valore. Comprata per 50 milioni dell’epoca per i figli”.

Da palazzo dei Priori il messaggio che la giunta ha voluto dare a lui e a chi si trova nella stessa situazione, è: hai una casa? Arrangiati.

Se non riesci, vendila e paga la retta per intero.

Con una pensione di 1.200 euro e una media di 1.800 mensili di retta, è dura.

Per ora lui ha tamponato la situazione, ma resta l’angoscia per il futuro.

Cosa succederà se la situazione non dovesse cambiare, la delibera non dovesse essere ritirata e la regione non si decida a rimettere i soldi che ha tolto?

Il comune nel frattempo è stato avvertito.

Intanto la delibera va ritirata. Lo ha chiesto l’Aforsat.L’associazione che riunisce i familiari delle persone ospitate in Rsa ha diffidato l’amministrazione. La devono togliere.

Ci sono ricorsi e non tiene conto di sentenze in cui si dice come la casa e il conto corrente siano già compresi nel reddito Isee.

Tassarli due volte per far quadrare i conti del comune sulle spalle di chi vive già un disagio è davvero troppo.

Giuseppe Ferlicca


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8 novembre, 2015

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