Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nonostante la difficile giornata, funestata da ulteriori gravi avvenimenti internazionali e da allarmi bomba alla metro di Roma, a quella di Milano e al centro direzionale di Napoli, in tanti – circa 20mila lavoratrici e lavoratori pubblici – hanno scelto con coraggio e determinazione di scioperare con l’Usb, scendendo in piazza a Milano, Roma, Napoli e Cagliari.
A Milano, il lungo corteo giunto a palazzo Marino, ha visto i vigili del fuoco gettarsi in terra a simboleggiare la contrarietà a tutte le guerre ed a l’utilizzo del corpo nzionale per operazioni di ordine pubblico. Tanti lavoratori della sanità, giunti da tutto il nord Italia con i camici, hanno suonato i loro tamburi di latta per risvegliare l’attenzione sulla distruzione dei servizi.
A Napoli forte presenza dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego provenienti dal sud, con molti precari ed idonei del concorso Inps, ma anche lavoratori dei trasporti, ex-Lsu, giovani e migranti, tutti in corteo fino a piazza del Plebiscito in solidarietà con lo sciopero.
A Roma, dove la federazione di Viterbo ha sfilato con il proprio striscione, il partecipato corteo del centro Italia, composto da lavoratori di tutti i settori del pubblico impiego e delle aziende partecipate, ha raggiunto il ministero della Funzione Pubblica dove è avvenuto un lancio di monetine al grido “Sedici centesimi nun so’ manco un caffè, Governo Renzi tietteli pe’ te!”.
La manifestazione si è conclusa in piazza sant’Andrea della Valle, da cui, nel comizio di chiusura, è stato lanciato ai Senatori l’appello per votare contro una legge di stabilità ingiusta e iniqua. Uno striscione con su scritto “Non votatela” si è levato in volo dalla piazza sospeso su dei palloncini, in direzione del Senato dove in contemporanea partiva la chiama per la votazione della legge di stabilità.
Così, mentre l’attenzione dei media è rivolta ai tragici fatti internazionali, alla chetichella il Governo Renzi pone l’ennesima fiducia imbavagliando il Parlamento per far passare una pessima Legge di Stabilità. Una legge che, secondo l’Usb, distrugge il welfare e lo stato sociale così come l’Italia, uscita dal secondo Dopoguerra, li aveva costruiti, conquistandoli con le lotte per la democrazia ed i diritti universali: al lavoro, all’istruzione, alla pensione, alle cure sanitarie per tutti.
Sono questi i veri valori che le lavoratrici ed i lavoratori pubblici, scioperando e scendendo in piazza in un clima di paura e falsi allarmismi, hanno dimostrato di saper difendere, affermando l’importanza di continuare la lotta contro politiche antipopolari e antidemocratiche imposte da un’Europa che ha abbracciato gli interessi delle lobbies e del profitto.
Usb Viterbo
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