Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’articolo scritto dalla signora Antonietta Mechelli, mamma delle tre bimbe nate premature, ha risvegliato i tanti ricordi che mi porto dietro.
Era l’anno 2000, precisamente la sera del 24 maggio,quando con una corsa rocambolesca partivo con il mio compagno verso l’ospedale di Tarquinia dove tenevo sotto controllo la mia gravidanza.
Avevo dei piccoli dolori di parto ma il fatto di essere al sesto mese mi preoccupava e siamo andati per un controllo.
Strada facendo si erano rotte le acque e da Tarquinia sono stata portata in ambulanza all’ospedale Belcolle di Viterbo e in fretta e furia alle 2,45 del 25 maggio, con parto cesareo, è nata la piccola Cristal che pesava solo un chilo e cento grammi.
Purtroppo per altre problematiche, sono stata portata anche in terapia intensiva e mi sentivo morire sapendo che lì fuori c’era il mio angelo appena nato.
Ripristinati tutti i miei valori, sono uscita dalla terapia intensiva e ho potuto vedere la mia bambina solo dopo sei giorni che sembravano un eternità.
Sono rimasta sorpresa (perché non conoscevo) di come venissero trattati i bambini prematuri nel reparto di terapia intensiva neonatale: personale preparato, serio, educato, rispettoso e reparto tenuto in un ordine perfetto.
Abbiamo visto crescere nostra figlia Cristal Cambin per oltre un mese e giornalmente segnavamo quanti grammi avesse aggiunto al suo peso.
La strada era lunga anche perché, dopo il parto, ci fu il calo fisiologico e partivamo da quel chilo che sembrava nulla ma che ci dava una speranza e un coraggio fuori del normale.
L’obiettivo era raggiungere due chili e dopo poco più di un mese questo traguardo è stato raggiunto e con grande soddisfazione abbiamo preso in braccio la nostra bimba con un lenzuolino e siamo andati a fargli conoscere il mondo che la circondava.
Dobbiamo ringraziare per sempre gli operatori dell’ospedale di Tarquinia, dell’ambulanza, del reparto neonatale se ora la nostra piccola creatura è una bellissima ragazza di 15 anni e in sua compagnia c’è anche il fratellino Eros che ha avuto anche lui un “parto mirato” ed è un’altra storia a lieto fine.
Quando eravamo in ospedale erano presenti anche bambini con peso inferiore alla nostra Cristal e sappiamo che anche loro ora sono dei splendidi ragazzi.
Un reparto eccezionale, cui spettano i giusti meriti, e un messaggio a tutte le mamme di non temere se i bimbi nascono prematuri perché sono trattati nel miglior modo e come se fossero ancora nel nostro grembo.
Donatella Fazzari
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