Viterbo – “Tua madre è un cadavere che cammina”.
Ripetute minacce di morte che continuavano nonostante non potesse avvicinarsi e avere rapporti con la sua ex dopo un arresto per stalking a metà ottobre.
Il provvedimento a carico di un 41enne dell’Alta Tuscia non lo ha fatto desistere dal perseguitare la donna. Anche attraverso la loro figlioletta, tant’è che la vittima è stata costretta a cambiare le sue abitudini di vita per evitare qualsiasi contatto.
Gli agenti di polizia della squadra mobile di Viterbo, coordinati da Fabio Zampaglione, hanno messo fine a questo incubo, arrestando l’uomo.
All’ennesima minaccia di morte, infatti, la donna è crollata ed è andata a fare denuncia alla polizia.
“Quello che è successo è solo l’antipasto”. “Tua madre è un cadavere che cammina”. “Dove tutto è cominciato, tutto finirà”. Sono queste alcune delle frasi che il 41enne le diceva di continuo per telefono o che le faceva riportare dalla loro bambina.
Non solo, proprio a quest’ultima, infatti, avrebbe mostrato un’arma per far dire alla madre cosa si fosse procurato.
Subito sono scattate le indagini degli agenti di polizia della squadra mobile con riscontri velocissimi per arrivare a chiedere un aggravio della misura. Ieri sera, l’uomo è stato bloccato nella sua casa e portato in questura per poi essere trasferito al carcere di Mammagialla. L’accusa è di stalking, lesioni e minacce.
In casa, durante la perquisizione degli agenti, è stata trovata una pistola, che però era una riproduzione, e anche delle cartucce vere di diverso calibro. Per questo, è stato denunciato anche per detenzione illegale di munizioni.
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